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Semyon Bychkov e Karen Gomyo: Concerto per violino n. 1 di Šostakovič dal 7 al 9 aprile

Appuntamento giovedì 7 aprile ore 19.30 (repliche venerdì 8 aprile 20.30 e sabato 9 aprile ore 18, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone-Sala Santa Cecilia) con una delle bacchette più autorevoli delle scene internazionali e ospite fisso delle stagioni ceciliane fin dal 1992, il direttore russo ma naturalizzato americano Semyon Bychkov. Insieme a lui, si esibirà la violinista Karen Gomyo, al suo debutto a Santa Cecilia. Nata a Tokyo da padre franco-canadese e madre giapponese, cresciuta in Canada e negli Stati Uniti, la giovane violinista si è già esibita con prestigiose orchestre come la Chicago Symphony Orchestra, Cleveland Orchestra, New York Philharmonic, Bamberger Symphoniker, Czech Philharmonic e molte altre. A Santa Cecilia imbraccerà il suo violino per suonare il Primo Concerto per violino di Dmitri Šostakovič, eseguito per la prima volta a Leningrado il 29 ottobre 1955 da David Oistrach, al quel era stato dedicato. A differenza di altri lavori dello stesso compositore, nei suoi aspetti esteriori il Concerto si rifà ai modelli delle antiche suites strumentali. E ciò non tanto per essere articolato in quattro tempi invece dei tre tradizionali, quanto per i loro titoli che sono Notturno, Scherzo, Passacaglia e Burlesca.

Nella seconda parte del concerto ascolteremo la Prima Sinfonia di Johannes Brahms, definita da Hans von Bülow la “Decima di Beethoven”. La Sinfonia, che ebbe una gestazione quasi ventennale, dovette attendere fino al 1876 per la prima esecuzione (con Brahms che aveva già superato i quarant’anni), ed ebbe una accoglienza entusiastica. Nel 1862, dopo aver analizzato uno schizzo del primo movimento, Clara Schumann scrisse in una lettera: “Il movimento è colmo di bellezze indicibili, egli tratta i motivi con una maestria di cui diviene sempre più padrone […] e al tempo stesso mantiene sempre quell’impeto di una ispirazione del momento”. La Sinfonia, in quattro movimenti, chiude con un Adagio-Allegro non troppo, ma con brio, in cui risuona un tema che richiama l’Inno alla gioia di Beethoven, citazione così palese che se ne “accorgerebbe anche un asino”, come affermò lo stesso compositore.  

Biglietti da €19 a €52

Martina Moretti

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