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Santa Cecilia, un ponte tra Francia e Germania: Grigorian e Soddy protagonisti di una settimana eccezionale

La prossima settimana all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si preannuncia come un’immersione profonda nel cuore della musica europea tra Otto e Novecento, tracciando un affascinante dialogo tra l’estetica francese e quella tedesca. Due appuntamenti di rilievo, un recital cameristico e un trittico di concerti sinfonico-corali, vedranno protagonisti artisti di calibro internazionale, pronti a offrire al pubblico romano un’esperienza musicale ricca di contrasti e affinità.

Si comincia mercoledì 11 febbraio, quando la Sala Sinopoli ospiterà una delle voci più acclamate del panorama lirico mondiale: il soprano lituano Asmik Grigorian. Accompagnata dal pianista Lukas Geniušas, l’artista proporrà un programma dal titolo “Musica con e senza parole”, un viaggio bifronte che esplora due anime del repertorio vocale. La prima parte è un omaggio alla Francia, con l’impalpabile purezza delle *vocalises* di Ravel, Messiaen e Fauré, alternate a gemme rare di Hahn e Bizet. La voce si fa strumento puro, un soffio melodico che fluttua senza l’appiglio del testo. La seconda parte, invece, si addentra nella densità emotiva e filosofica del Lied tedesco con un’intensa monografia dedicata a Richard Strauss, autore feticcio della Grigorian. Il culmine sarà l’esecuzione dei *Vier letzte Lieder*, testamento spirituale di un compositore che medita sul tramonto della vita con una bellezza straziante e trascendente. La serata sarà suggellata da un importante riconoscimento istituzionale: la Medaglia Ufficiale della Camera dei Deputati, conferita alla cantante per la sua eccellenza artistica.

Pochi giorni dopo, il testimone passa alla Sala Santa Cecilia (12, 13 e 14 febbraio), dove Alexander Soddy, direttore britannico tra i più richiesti della sua generazione, salirà sul podio dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia. Anche qui, il programma si muove sul filo che unisce sacro e profano, introspezione e sfavillio, mantenendo un forte accento francese. La serata si aprirà con la spiritualità consolatoria di Gabriel Fauré, di cui verranno eseguiti la celebre *Pavane* e il monumentale *Requiem*, un capolavoro che offre una visione della morte come sereno trapasso, lontano da ogni terrore apocalittico. A dare voce a questa preghiera saranno il soprano Golda Schultz e il baritono Mikhail Timoshenko. La seconda parte del concerto esplorerà il versante più visionario e orchestrale di Maurice Ravel. La voce della Schultz ci trasporterà nell’Oriente fiabesco di *Shéhérazade*, per poi lasciare il campo alla sola orchestra per la travolgente energia de *La Valse*. Quest’ultimo, definito dallo stesso autore un “poema coreografico”, è un vortice sonoro inebriante e a tratti sinistro, metafora di un’epoca che danza sull’orlo del baratro.

Due appuntamenti, due percorsi distinti ma accomunati da un’eccezionale qualità artistica, che offrono al pubblico una rara opportunità di confronto. Dall’intimità del recital, che contrappone la leggerezza francese alla profondità tedesca, alla magnificenza della compagine sinfonico-corale, che esplora le diverse anime della stessa cultura francese. Una settimana che conferma il ruolo di Santa Cecilia come crocevia imprescindibile della grande musica internazionale.

Martina Moretti

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