Un dittico che attraversa i confini tra palcoscenico e grande schermo: il Teatro Comunale di Bologna propone un accostamento tanto audace quanto illuminante, accendendo i riflettori su due volti di Pietro Mascagni. Da un lato il compositore che tutti conoscono, autore di quell’atto unico travolgente che è Cavalleria rusticana; dall’altro il musicista visionario che nel 1917 si cimentò con il cinema, firmando la colonna sonora del film muto Rapsodia satanica di Nino Oxilia.
Mascagni e il cinema: una Rapsodia ritrovata
La pellicola, un raro “poema cinematografico” intriso di estetica liberty e suggestioni dannunziane con protagonista la diva del muto Lyda Borrelli, viene proiettata nella versione restaurata dalla Fondazione Cineteca di Bologna e dalla Cinémathèque Suisse. La storia rielabora il mito faustiano al femminile: la contessa Alba d’Oltrevita baratta la propria anima per riconquistare la giovinezza, ma l’amore la porterà a violare il patto con conseguenze devastanti. Sul podio dell’Orchestra del TCBO per l’esecuzione dal vivo delle musiche — nella revisione curata da Marcello Panni nel 2005 — sale Carmine Pinto, in un’esperienza che restituisce alla partitura la sua funzione originaria di dialogo serrato tra suono e immagine.
Oren sul podio per una Cavalleria firmata Emma Dante
A seguire, il capolavoro verista per eccellenza nell’allestimento bolognese firmato da Emma Dante nel 2017. Daniel Oren, interprete di riferimento del repertorio verista e presenza ormai abituale delle stagioni felsinee, guida l’Orchestra del TCBO in una lettura che promette intensità e rigore. La vicenda di Turiddu, Santuzza e Alfio si consuma nell’arco di un’unica mattinata pasquale, con quella concentrazione drammatica che ha reso l’opera di Mascagni un pilastro del teatro musicale italiano.
Un ponte tra due secoli di spettacolo
Il dittico, in scena dal 21 al 29 marzo al Comunale Nouveau, non è solo un’operazione di riscoperta: è un invito a ripensare la figura di Mascagni come artista capace di muoversi con uguale intensità tra linguaggi diversi, dal melodramma alla scrittura cinematografica, sempre in cerca di nuove forme per raccontare le passioni umane.
