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Magnificat Celestiali e Dialoghi Spirituali: Santa Cecilia si Veste di Sacro con Alessandrini e Augias

Un’ondata di spiritualità e magnificenza barocca si prepara a investire l’Auditorium Parco della Musica. La prossima settimana vedrà l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia protagonista di un ricco palinsesto che, quasi a tracciare un percorso tematico, esplora il rapporto tra musica e sacro da molteplici prospettive. Fulcro di questo viaggio sarà l’atteso debutto di Rinaldo Alessandrini alla guida dell’Orchestra e del Coro ceciliani, un evento che promette scintille nel firmamento della musica antica.

Il maestro Alessandrini, clavicembalista, organista e fondatore dell’ensemble Concerto Italiano, è da decenni un faro nel panorama internazionale per l’interpretazione del repertorio barocco. Sebbene sia un ospite di lunga data dell’Accademia, questa sarà la sua prima volta sul podio delle compagini stabili, un passaggio che segna un momento significativo nella sua carriera e nella stagione dell’istituzione romana. Per l’occasione, il 15, 16 e 17 gennaio, Alessandrini dirigerà due vertici assoluti della musica sacra: il *Dixit Dominus RV 595* di Antonio Vivaldi e il celeberrimo *Magnificat BWV 243* di Johann Sebastian Bach. Un programma che accosta lo “splendore festoso” e virtuosistico del “prete rosso” all’imponente e sublime architettura sonora del Kantor di Lipsia. Ad affiancarlo, un cast vocale di prim’ordine composto da Silvia Frigato, Marianne Beate Kielland, Sara Mingardo, Jorge Navarro Colorado e Lisandro Abadie.

Ma l’esplorazione del sacro non si esaurisce nella grande sala da concerto. A fare da contrappunto intellettuale sarà il primo appuntamento del nuovo ciclo “Musica e Spiritualità”, che vedrà dialogare Corrado Augias e il musicologo Aurelio Canonici. Domenica 11 gennaio, l’incontro intitolato “Cantare Dio” indagherà proprio come i grandi compositori, da Pergolesi a Mahler, abbiano cercato di tradurre in note l’intensa e sofferta ricerca del divino, offrendo al pubblico una chiave di lettura profonda che risuonerà perfettamente con il concerto di Alessandrini.

Il tema della spiritualità trova un’ulteriore e toccante declinazione nell’iniziativa che vedrà protagonista il Coro delle Voci bianche dell’Accademia. L’11 gennaio, nella suggestiva Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, i giovani cantori accompagneranno la celebrazione della messa domenicale, offrendo un prezioso excursus nel repertorio vocale sacro, da Händel a Franck. Un progetto, promosso dal Sovrintendente Massimo Biscardi, che mira a restituire alla liturgia una dimensione di alta qualità musicale, sull’esempio di grandi istituzioni europee, e a valorizzare il patrimonio custodito negli archivi dell’Accademia.

Accanto a questo potente filone sacro, la programmazione ceciliana si snoda anche lungo il “filo della memoria”. Mercoledì 14 gennaio, gli Archi di Santa Cecilia, diretti da Luigi Piovano e con la partecipazione della pianista Gile Bae, renderanno omaggio a Benjamin Britten nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Il concerto si aprirà con l’evocativo *Cantus in memoriam Benjamin Britten* di Arvo Pärt, un’elegia che funge da ponte spirituale, per poi spaziare tra Mozart ed Elgar, e chiudersi circolarmente con la *Simple Symphony* dello stesso Britten.

Una settimana, dunque, che conferma l’Accademia di Santa Cecilia non solo come tempio dell’eccellenza esecutiva, ma anche come un laboratorio culturale vivo, capace di tessere dialoghi profondi tra repertori, artisti e il proprio pubblico, invitandolo a un’esperienza d’ascolto che tocca insieme l’intelletto e l’anima.

Martina Moretti

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