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Orozco-Estrada e il prodigio Pagano: un viaggio da Parigi a Roma con l’Orchestra Rai

L’anno sinfonico dell’Orchestra Nazionale della Rai a Torino si apre sotto il segno di un affascinante dialogo tra generazioni e geografie musicali. Sul podio dell’Auditorium “Arturo Toscanini”, il Direttore principale Andrés Orozco-Estrada guida un programma che spazia dalla Francia romantica all’Italia del primo Novecento, mettendo al centro della scena un talento purissimo del concertismo italiano: il violoncellista Ettore Pagano, astro nascente di appena ventidue anni.

La serata di giovedì 8 gennaio vedrà infatti il ritorno, attesissimo, del giovane musicista romano, fresco vincitore del prestigioso Premio Abbiati della Critica Musicale. Pagano, classe 2003, si misurerà con una pagina tanto virtuosistica quanto poetica come il Concerto n. 1 in la minore op. 33 di Camille Saint-Saëns. Lungi dall’essere un mero contenitore di funambolismi tecnici, questo concerto è un’architettura geniale, un unico flusso musicale che, sull’esempio lisztiano, collega i suoi tre movimenti senza soluzione di continuità. Sarà un’occasione preziosa per ammirare la maturità interpretativa di Pagano, chiamato a dialogare con un’orchestra che conosce bene, dopo aver suonato con essa anche al Quirinale per la Festa della Repubblica.

A tendergli la mano, o meglio la bacchetta, sarà Andrés Orozco-Estrada. Il maestro colombiano, ormai figura di riferimento per la compagine Rai, prosegue nel suo percorso di consolidamento artistico, forte di un’esperienza che lo vede regolarmente alla testa delle più grandi orchestre del mondo, dai Wiener ai Berliner Philharmoniker. La sua guida aprirà il concerto con un’esplosione di colori tutta francese: *Le Carnaval romain* di Hector Berlioz, un’ouverture travolgente che evoca il vitalismo della Città Eterna visto con gli occhi di un genio romantico, rielaborando temi dalla sua opera *Benvenuto Cellini*.

Il viaggio musicale troverà poi la sua meta definitiva proprio a Roma, ma questa volta attraverso lo sguardo di un compositore italiano che ha saputo rinnovare il linguaggio sinfonico nazionale: Ottorino Respighi. Orozco-Estrada ha scelto di accostare due pannelli della celebre “Trilogia romana”, offrendo al pubblico un dittico di straordinaria potenza evocativa. Si ascolteranno prima le pitture sonore delle *Fontane di Roma*, con i loro acquerelli timbrici che descrivono quattro luoghi simbolo della città in diversi momenti della giornata, un’opera consacrata al successo immortale da Arturo Toscanini. A chiudere la serata sarà poi la grandiosità dei *Pini di Roma*, un affresco sinfonico che, tra giochi di fanciulli, visioni notturne e marce consolari, celebra con un’orchestrazione sfarzosa il mito imperituro della Capitale.

Un concerto che si preannuncia non solo come un evento di altissimo livello musicale, ma anche come la fotografia di un’istituzione viva, capace di valorizzare i propri legami artistici e di scommettere, con coraggio e lungimiranza, sui talenti che scriveranno il futuro della musica.

Martina Moretti

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