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L’Opera di Roma blinda il futuro: rinnovata fino al 2030 la triade artistica Mariotti-Abbagnato-Visco

Un segnale forte, in netta controtendenza con le incertezze che spesso attraversano il panorama delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane. Il Teatro dell’Opera di Roma scommette sulla stabilità e costruisce il suo futuro confermando in blocco i suoi vertici artistici fino al 2030. Michele Mariotti come Direttore Musicale, Eleonora Abbagnato alla guida del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza, e Ciro Visco come Maestro del Coro formeranno il triumvirato che plasmerà l’identità artistica della capitale per il resto del decennio.

La decisione, annunciata dalla Fondazione, non è una semplice proroga di contratti, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. In un mondo teatrale abituato a programmazioni biennali o triennali, un orizzonte temporale così esteso apre le porte a una pianificazione a lungo raggio, a progetti complessi e a una crescita organica delle masse artistiche.

Al centro di questa visione c’è il Maestro Michele Mariotti, Direttore Musicale dal 2022, il cui contratto viene esteso fino al 31 ottobre 2030. In questi anni, la sua guida ha impresso una chiara cifra stilistica all’orchestra, esplorando con eguale acume sia il grande repertorio che titoli meno battuti, sempre all’insegna di una rigorosa ricerca musicale. La sua permanenza garantisce la continuità di questo percorso di crescita qualitativa.

Accanto a lui, una figura di prestigio internazionale come Eleonora Abbagnato, la cui direzione del Corpo di Ballo (dal 2015) e della Scuola di Danza (dal 2021) viene confermata fino al 31 luglio 2030. La sua gestione ha avuto il merito di elevare il profilo della compagine romana, attirando talenti e portando in scena un repertorio che spazia dai classici intramontabili alle creazioni contemporanee più audaci, creando un vitale ponte tra formazione e palcoscenico.

Completa la triade Ciro Visco, che dopo aver assunto la guida del Coro nel 2022, vede il suo incarico prolungato fino al 31 agosto 2030. Un rinnovo che testimonia l’eccellente lavoro svolto nel forgiare la voce collettiva del teatro, un elemento fondamentale e spesso sottovalutato, che sotto la sua direzione ha mostrato duttilità e potenza interpretativa.

Le parole del Sovrintendente Francesco Giambrone chiariscono la filosofia dietro questa scelta strategica: “un triplice rinnovo volto non solo a garantire la continuità, ma pensato soprattutto in funzione dell’identità culturale del nostro teatro”. Giambrone sottolinea la volontà di proseguire nel solco di un’offerta che valorizzi la tradizione aprendosi allo stesso tempo “ai nuovi linguaggi della scena culturale internazionale”.

Con la benedizione del Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri, che parla di “forza con cui continueremo a costruire un progetto artistico di grande qualità”, l’Opera di Roma si dota degli strumenti per consolidare il suo ruolo di primo piano sulla scena nazionale e internazionale. Il messaggio è chiaro: a Roma, il futuro non si attende, si progetta. E la musica di questo futuro ha già i suoi direttori.

Martina Moretti

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