Il Teatro dell’Opera di Roma lancia una delle sue scommesse più ambiziose per la stagione 2025/2026, confermando la sua vocazione per il linguaggio musicale contemporaneo. Dal 19 febbraio 2026, il palcoscenico del Costanzi ospiterà la prima esecuzione assoluta della versione italiana di *Inferno*, opera della compositrice Lucia Ronchetti. Un progetto che non si limita a trasporre in musica la prima cantica dantesca, ma la reinterpreta attraverso una lente multidisciplinare che coinvolge firme d’eccezione come il Premio Strega Tiziano Scarpa e la direttrice creativa di Dior, Maria Grazia Chiuri.
Lucia Ronchetti, compositrice tra le più stimate del panorama europeo e già apprezzata al Costanzi con *Le avventure di Pinocchio*, descrive la sua partitura come una “successione di paesaggi sonori” che seguono la discesa a spirale di Dante. La musica nasce direttamente dal tessuto verbale della Commedia, esplorandone la potenza evocativa e la tensione tra narrazione e oscurità. A guidare l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sarà il maestro Tito Ceccherini, che aveva già diretto il debutto dell’opera a Francoforte nel 2021, una versione semi-scenica e bilingue. Questa produzione romana, invece, si presenta come un allestimento completamente nuovo e integralmente in italiano, un’immersione totale nel testo originale.
La vera novità drammaturgica risiede nell’epilogo, affidato alla penna di Tiziano Scarpa. Lo scrittore ha ricevuto il compito affascinante di dare voce a una figura che nel poema è muta: Lucifero. Una scelta coraggiosa che promette di gettare una luce inedita sulla conclusione del viaggio infernale, offrendo una riflessione finale che Dante stesso ci aveva negato. L’attore Tommaso Ragno incarnerà un Dante viandante, mentre le anime dannate, da Francesca da Rimini (il soprano Laura Catrani) a Ulisse (il tenore Leonardo Cortellazzi), avranno voce cantata, amplificata dall’ensemble specialistico Neue Vocalsolisten che fungerà da “voce interiore” del poeta.
La visione registica è affidata al tedesco David Hermann, al suo esordio italiano, che sposta l’azione dalle bolge dantesche a cupi spazi contemporanei. L’allestimento si preannuncia come un’esplorazione della psiche umana, un “Inferno più mentale che narrativo”, dove le crepe del nostro mondo familiare lasciano emergere l’orrore. A vestire questo abisso moderno è la stilista Maria Grazia Chiuri, che dopo il successo della *Traviata* firmata da Sofia Coppola, torna a collaborare con il teatro capitolino. I suoi costumi dialogheranno con l’immaginario dantesco attraverso un’estetica che rielabora i codici del quotidiano e dello sportswear, creando un ponte visivo tra il mito e la nostra realtà.
*Inferno* si profila dunque non solo come un’opera, ma come un’esperienza artistica totale: un labirinto sonoro, un dramma psicologico e una riflessione estetica sul male nel nostro tempo. Un appuntamento imperdibile per chi cerca nel teatro musicale una chiave di lettura per decifrare il presente, anche quando affonda le sue radici nel capolavoro più eterno della letteratura italiana.
