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Santa Cecilia, a tutto campo: un febbraio tra sacro, impegno politico e grandi star

Febbraio si preannuncia un mese di straordinaria ricchezza e varietà per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che in una sola settimana condurrà il suo pubblico in un viaggio musicale denso di contrasti e scoperte. Dalla dimensione intima e spirituale della musica corale in una basilica storica, si passerà al rigore intellettuale e all’impegno civile di un recital pianistico, per culminare nella potenza sinfonica di un concerto attesissimo che segna un debutto e un grande ritorno. Un trittico di appuntamenti che conferma la vocazione dell’istituzione romana a esplorare la musica in ogni sua declinazione.

Il percorso prenderà il via **domenica 15 febbraio** in un luogo carico di significato, la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Qui, il Coro dell’Accademia, guidato da Andrea Secchi, darà voce a un nuovo progetto volto a restituire alla città di Roma un’esperienza di musica sacra di altissimo livello, sull’esempio di grandi capitali europee come Parigi e Londra. Come sottolineato dal Presidente-Sovrintendente Massimo Biscardi, l’iniziativa non solo valorizza il patrimonio della polifonia sacra – da Gounod a Fauré – ma attinge anche al preziosissimo archivio della Bibliomediateca dell’Accademia, offrendo un’occasione unica per ascoltare capolavori in un contesto liturgico autentico e suggestivo.

Dal sacro al politico, il testimone passerà **mercoledì 18 febbraio** al pianista **Emanuele Arciuli**. Noto specialista del repertorio contemporaneo e fresco di nomina ad Accademico effettivo, Arciuli proporrà un programma audace costruito sul tema della variazione. La serata metterà in dialogo due mondi apparentemente inconciliabili: l’eleganza settecentesca dell’ *Andante con variazioni* di Haydn e la monumentale architettura politica di *The People United Will Never Be Defeated!* di Frederic Rzewski. Quest’opera, basata sul celebre inno della resistenza cilena, è una delle più imponenti prove pianistiche del secondo Novecento, un tour de force tecnico ed emotivo che trasforma un canto di lotta in un’esplorazione universale della resilienza umana.

Il culmine della settimana, **dal 19 al 21 febbraio**, vedrà l’Orchestra dell’Accademia protagonista di un evento sinfonico di grande richiamo. Sul podio debutterà **Petr Popelka**, direttore ceco dalla carriera folgorante, passato in pochi anni dal ruolo di primo contrabbasso della Staatskapelle di Dresda alla guida dei Wiener Symphoniker. Accanto a lui, un ritorno attesissimo: quello della pianista francese **Hélène Grimaud**, artista carismatica e interprete di rara profondità. Conosciuta anche per il suo impegno come attivista per la salvaguardia dei lupi, Grimaud porterà la sua sensibilità unica nel *Concerto in Fa* di Gershwin, un ponte ideale tra il rigore classico e le sonorità del Nuovo Mondo. Il programma, esplosivo fin dall’apertura con *Thunderbolt P-47* di Martinů, si completerà con il dramma passionale della *Francesca da Rimini* di Čajkovskij e la magia fiabesca dell’ *Uccello di fuoco* di Stravinskij.

Una settimana, dunque, che non è una semplice successione di concerti, ma una dichiarazione d’intenti. Santa Cecilia dimostra ancora una volta la sua capacità di essere un’istituzione viva, capace di celebrare la tradizione, interrogare il presente e abbracciare le grandi narrazioni musicali del XX secolo, offrendo al suo pubblico un’esperienza culturale completa e profondamente connessa con le complesse armonie del mondo.

Martina Moretti

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