Una svolta storica, attesa e profondamente significativa per il panorama musicale italiano. Michele Mariotti, uno dei direttori d’orchestra più apprezzati della sua generazione, è stato nominato nuovo Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. L’incarico, della durata di tre anni, prenderà il via nell’ottobre 2026, ma la sua eco risuona già con forza: per la prima volta dalla sua fondazione nel 1994, la prestigiosa compagine sinfonica della radiotelevisione pubblica sarà guidata da un italiano.
La nomina di Mariotti segna un cambio di rotta rispetto a una tradizione quasi trentennale che ha visto alternarsi sul podio solo figure di caratura internazionale, da Eliahu Inbal a James Conlon, fino al suo predecessore Andrés Orozco-Estrada. È un segnale potente, che testimonia non solo il riconoscimento del talento del maestro pesarese, ma anche la volontà di valorizzare una leadership artistica cresciuta e affermatasi nel nostro Paese, per poi conquistare i palcoscenici di tutto il mondo.
La scelta, tuttavia, non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta il coronamento di un lungo e proficuo sodalizio. Il rapporto tra Mariotti e l’OSN Rai affonda le sue radici nel 2011, con un debutto di alto valore simbolico per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Da allora, le collaborazioni si sono susseguite con regolarità, tessendo un dialogo artistico sempre più fitto e maturo: dai concerti istituzionali alle stagioni sinfoniche torinesi, dalle acclamate esecuzioni al Festival Verdi di Parma e al Rossini Opera Festival di Pesaro, la sua città natale, dove ha incantato pubblico e critica.
Classe 1979, attuale Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022, Mariotti porta con sé un bagaglio di esperienze che ne fanno una delle bacchette più autorevoli e versatili del nostro tempo. Il suo percorso lo ha visto crescere dal lungo e formativo incarico al Teatro Comunale di Bologna fino ai podi dei più grandi teatri del mondo – dalla Scala al Metropolitan, dalla Staatsoper di Vienna all’Opéra de Paris – e alla guida di orchestre sinfoniche di primissimo piano. Insignito del prestigioso Premio Abbiati come miglior direttore, Mariotti unisce un profondo rigore interpretativo a una passionalità comunicativa che sa entusiasmare tanto i musicisti quanto il pubblico.
La sua nomina alla guida dell’Orchestra Rai non è dunque un punto di arrivo, ma un nuovo, entusiasmante punto di partenza. È l’incontro tra un talento italiano al culmine della sua maturità artistica e una delle compagini sinfoniche più importanti del Paese, proiettati insieme verso nuovi orizzonti musicali. Un binomio che promette di scrivere un capitolo importante per la storia della musica in Italia.
