L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

Harding e Trifonov: A Santa Cecilia un Dialogo tra Titani nel nome di Brahms e Dvořák

L’aria che si respira all’Auditorium Parco della Musica è quella delle grandi occasioni. Sul palcoscenico della Sala Santa Cecilia, dal 12 al 14 marzo, si rinnova un sodalizio artistico di primissimo piano: quello tra il neo Direttore Musicale Daniel Harding e il pianista Daniil Trifonov. Insieme all’Orchestra dell’Accademia Nazionale, i due interpreti affronteranno un programma imponente che, dopo le date romane, li vedrà protagonisti di una prestigiosa tournée europea.

Il cuore pulsante della serata è senza dubbio il Concerto per pianoforte n. 2 di Johannes Brahms. Più che un concerto, una vera e propria sinfonia con pianoforte obbligato; un’opera monumentale che richiede non solo una tecnica trascendentale, ma anche una maturità interpretativa e una resistenza fisica non comuni. Una sfida titanica, insomma, che sembra tagliata su misura per Daniil Trifonov. Il pianista, ormai beniamino del pubblico ceciliano, non è solo un virtuoso mozzafiato, ma un vero e proprio filosofo della tastiera. La sua ricerca di una “verità interiore” nella musica, quasi una forma di ascetismo sonoro, si preannuncia come la chiave di volta ideale per scardinare i segreti di questa cattedrale architettonica che è il Secondo di Brahms, dialogando alla pari con la massa orchestrale guidata da Harding.

A completare il programma, quasi a suggellare un legame artistico e umano, sarà la Sinfonia n. 7 di Antonín Dvořák. La scelta non è casuale: fu proprio Brahms uno dei più strenui sostenitori del talento del compositore boemo, suo amico e mentore. In questa sinfonia, Dvořák riesce a fondere magistralmente il rigore formale di stampo germanico, tanto ammirato nel collega, con l’inconfondibile calore melodico e la vibrante pulsione ritmica della sua terra natia. Sotto la bacchetta di Harding, che ha fatto della chiarezza strutturale e della trasparenza timbrica un suo marchio di fabbrica, ci si attende una lettura capace di esaltare tanto la drammaticità quasi tragica di alcuni passaggi quanto l’irresistibile slancio vitale boemo.

Questi concerti romani assumono un valore ancora più speciale se visti come la prova generale di lusso prima di un tour che porterà l’eccellenza dell’Orchestra di Santa Cecilia, con i suoi due fuoriclasse, nelle più importanti capitali della musica europea, da Budapest a Vienna, da Monaco ad Amburgo. Un’occasione, per il pubblico della Capitale, di assistere a una performance destinata a lasciare il segno ben oltre i confini nazionali, testimoniando la nascita di una nuova, esaltante fase per l’Accademia sotto la guida del suo Direttore Musicale.

Martina Moretti

Torna in alto