Per la prima volta nella sua storia, il Teatro dell’Opera di Roma porta in scena Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel. L’oratorio in due parti, composto dal genio di Halle appena ventiduenne proprio a Roma nel 1707 su libretto del cardinale Benedetto Pamphilj, approda al Costanzi dal 7 al 14 aprile 2026 nella visionaria lettura registica di Robert Carsen, con la direzione musicale di Gianluca Capuano.
Dall’allegoria barocca al talent show dell’era social
La parabola morale che oppone Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno viene riletta da Carsen nel linguaggio del talent show dell’era digitale. «La nostra produzione cercherà di esaminare cosa significhi, in un mondo guidato dal consumismo e ossessionato dalla giovinezza e dalla bellezza, cercare di trovare il tempo per sviluppare l’illuminazione che può portare alla realizzazione spirituale e alla verità», spiega il regista canadese. Una metafora potente della visibilità a tutti i costi, rappresentata da grandi schermi video emblema di un successo effimero, in cui la dispersione dell’io nell’immagine patinata è offerta dalla seduzione dello showbiz incarnato da Piacere, mentre Tempo e Disinganno si fanno custodi di una coscienza ancora vigile.
Lo spettacolo, nato in collaborazione con il Salzburger Festspiele dove debuttò nel 2021 sempre sotto la bacchetta di Capuano, arriva per la prima volta in Italia. Al fianco di Carsen lavorano il drammaturgo Ian Burton, lo scenografo e costumista Gideon Davey, il light designer Peter van Praet, la coreografa Rebecca Howell e i videoartisti di RocaFilm.
Capuano: «Händel è lo Shakespeare della musica»
«Amo ripetere che Händel è lo Shakespeare della musica poiché sa attingere musicalmente a inesplorate profondità psicologiche», afferma Gianluca Capuano, direttore milanese alla guida di Les Musiciens du Prince–Monaco, ensemble creato da Cecilia Bartoli. «La cifra delle mie interpretazioni è improntata a una valorizzazione dell’elemento retorico in musica.» Capuano torna a lavorare con Carsen dopo il fortunato debutto romano del 2019 con l’Orfeo ed Euridice di Gluck.
Un cast di primo piano nel panorama barocco
La compagnia di canto riunisce voci di rilievo internazionale. Il soprano svedese Johanna Wallroth, al debutto al Costanzi, interpreta Bellezza dopo esperienze alla Wiener Staatsoper, all’Opernhaus Zürich e al Glyndebourne Festival. Anna Bonitatibus, tra le più apprezzate interpreti italiane di Händel e vincitrice dell’International Opera Awards 2015, veste i panni di Piacere. Il controtenore Raffaele Pe, fondatore dell’ensemble La Lira di Orfeo e specialista del repertorio händeliano, è Disinganno. Il tenore britannico Ed Lyon, formatosi al St John’s College di Cambridge e collaboratore di Les Arts Florissants, completa il quartetto come Tempo.
Prima rappresentazione martedì 7 aprile alle ore 20, anche in diretta su Radio3. Repliche il 9, 11, 12 e 14 aprile. Biglietti e informazioni su operaroma.it.
