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Il Requiem di Verdi secondo Chung: tre serate a Santa Cecilia con un quartetto vocale di caratura internazionale

Tre giorni in cui il monumento verdiano torna a risuonare nella Sala Santa Cecilia. Dal 23 al 26 aprile, sul podio dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ritorna Myung-Whun Chung, uno dei direttori più autorevoli del nostro tempo, per affrontare una delle partiture più imponenti dell’intera storia della musica: la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. I concerti sono in programma giovedì 23 e venerdì 24 aprile alle ore 20 e domenica 26 aprile alle ore 18. La replica del 24 sarà trasmessa in diretta da Rai Radio3.

Un quartetto vocale di prima grandezza

Accanto al Maestro Chung si alternerà un cast solistico che concentra alcune delle voci più acclamate della scena internazionale. Il soprano Ailyn Pérez, definita dal New York Times «un soprano di primo ordine», è ospite abituale del Metropolitan e del Covent Garden; accanto a lei il mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, nata a Minsk e tra le interpreti più richieste nei ruoli verdiani (da Azucena ad Amneris, da Eboli alla Principessa di Eboli), oltre a essere stata protagonista di debutti importanti in tutto il mondo.

Il reparto maschile non è da meno: il tenore René Barbera, primo in assoluto a conquistare tutti e tre i premi principali del concorso Operalia, affiancato dal basso Roberto Tagliavini, artista formatosi a Parma e impegnato nei massimi teatri da Vienna a Salisburgo, dalla Scala al Metropolitan. Maestro del coro è Andrea Secchi.

La genesi di un capolavoro

La Messa da Requiem fu eseguita per la prima volta nel 1874, in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni. La venerazione di Verdi verso lo scrittore milanese traspare dalle lettere all’editore Ricordi, in cui il compositore anticipa il progetto di una pagina liturgica dalle «proporzioni piuttosto vaste». Per realizzarla, Verdi recuperò un Libera me composto anni prima in memoria di Rossini, trasformandolo nel nucleo dell’intero capolavoro.

La prima esecuzione, nella chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874, fu un trionfo che proiettò l’opera nel repertorio internazionale. La grande fuga conclusiva, costruita sulla ripetizione del Libera me e coronata da un crescendo in cui il soprano tocca il Do acuto, resta uno dei momenti più drammatici della produzione verdiana. Non a caso l’ombra del Requiem si ritrova in autori lontanissimi per sensibilità: dal War Requiem di Benjamin Britten al Requiem polacco di Penderecki, fino al Lux aeterna di Ligeti.

Chung, un maestro di casa a Santa Cecilia

La carriera di Myung-Whun Chung è un mosaico di riconoscimenti: Direttore Emerito della Filarmonica della Scala dal 2023 (primo in assoluto a ricevere il titolo), già Direttore Principale dell’Orchestra di Santa Cecilia, dal 2027 sarà alla guida del Teatro alla Scala. Negli anni ha collezionato onorificenze come la Commandeur de la Légion d’Honneur e il Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, le chiavi di Venezia e Firenze e, nel 2008, la nomina ad Ambasciatore di buona volontà UNICEF, il primo direttore d’orchestra a ricevere tale incarico.

Un appuntamento di approfondimento

Il ciclo Spirito Classico, pensato per guidare il pubblico alla scoperta delle partiture in programma, propone venerdì 24 aprile alle 18.30 nello Spazio Risonanze un incontro dedicato al Requiem con il musicologo Paolo Gallarati. La conferenza, preceduta da un aperitivo, offrirà la cornice ideale per entrare in dialogo con la pagina verdiana prima del concerto serale.

Martina Moretti

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