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Tre cantieri per il Comunale di Bologna: sette mecenati raccolgono oltre un milione per la Sala del Bibiena

Il progetto di riqualificazione del Teatro Comunale di Bologna si allarga e diventa un cantiere a tre teste. Accanto alle due linee di intervento già attive — la riqualificazione urbana di via del Guasto finanziata dal Comune (circa 20 milioni di euro) e il cantiere degli uffici sostenuto da Alfasigma — prende avvio un terzo cantiere, dedicato alla manutenzione della Sala del Bibiena nella sede storica di Piazza Verdi.

Un milione e 50 mila euro da sette privati

L’intervento, inizialmente non previsto dal progetto complessivo del Cantiere Itaca né coperto da risorse dedicate, è stato reso possibile dall’adesione di sette mecenati che hanno risposto all’appello lanciato lo scorso novembre dal TCBO: Pelliconi, Alfasigma, Banca di Bologna, Rekeep, Marino e Paola Golinelli, IMA e Stefano Golinelli. La somma finora raccolta ha raggiunto 1 milione e 50 mila euro, a fronte di un fabbisogno complessivo di 1,9 milioni.

Sono così stati avviati gli interventi non procrastinabili, che riguardano il restauro del portico (Rekeep), quello del cuore della sala — composto da volta ed esterno dei palchi — sostenuto da una cordata formata da Pelliconi, Alfasigma, Rekeep, IMA e Marino e Paola Golinelli; l’interno dei palchi (Banca di Bologna) e la Rotonda Gluck (Stefano Golinelli). La riapertura della sede storica della fondazione lirico-sinfonica felsinea è prevista per febbraio 2027.

La parola alle istituzioni

«Nel Piano di Cura del Centro Storico il progetto di ristrutturazione del Teatro Comunale, via e Giardini del Guasto rappresenta un intervento per la bellezza della città e la sua vivibilità. Il Comunale è uno dei cuori pulsanti della cultura cittadina e nazionale, e questo importante passo avanti dimostra quanto sia forte e condiviso l’impegno per restituirlo rigenerato alla comunità.»

Così Matteo Lepore, Sindaco di Bologna e Presidente della Fondazione, che sottolinea come l’avvio di un terzo cantiere grazie al contributo dei sette mecenati sia “un segnale concreto dell’indispensabile alleanza tra pubblico e privato per garantire una nuova e lunga vita a questa istituzione”.

«Il grande intervento di restauro della parte su via del Guasto, voluto dal Comune, è il più importante realizzato in Italia negli ultimi quindici anni su un teatro d’opera e rappresenta un passaggio decisivo per Bologna. Tuttavia, fin dal mio arrivo è stato chiaro che non sarebbe stato possibile riaprire senza intervenire anche sulla sala storica: le condizioni generali lo richiedevano, non era una scelta rinviabile. È una scelta di metodo prima ancora che tecnica: fare bene adesso, con una visione di durata.»

Queste le parole della Sovrintendente Elisabetta Riva, che evidenzia come, grazie al contributo dei privati e all’Art Bonus, si stia riuscendo a intervenire “in modo più completo, restituendo al Teatro non solo funzionalità, ma quella qualità e quella coerenza che l’infrastruttura culturale più importante della città deve garantire nel tempo”.

Il restauro della Sala del Bibiena

Gli ultimi grandi lavori, compiuti negli anni Ottanta del Novecento, non avevano consentito di completare un recupero organico di tutte le superfici decorative — stucchi, dipinti murali e intonaci — che oggi possono essere affrontate in modo sistematico grazie alla chiusura del teatro per i lavori di efficientamento e ampliamento legati al cantiere di via del Guasto. La rimozione delle poltrone della platea ha reso la sala completamente accessibile, permettendo l’installazione dei ponteggi e l’avvio di interventi estesi su superfici non raggiungibili da decenni.

I lavori sono articolati in tre blocchi. La volta della Sala Bibiena — 274 metri quadrati — sarà interessata da operazioni di pulitura delle superfici pittoriche, consolidamento delle porzioni più fragili, stuccature mirate e ritocchi ad acquerello, finalizzati a restituire unità e leggibilità all’insieme decorativo. L’esterno dei palchi (circa 1.350 metri quadrati fra stucchi, dorature e marmorini distribuiti sui tre ordini) sarà oggetto del completamento estetico del restauro novecentesco rimasto incompiuto, con interventi di stuccatura e integrazione pittorica. La Rotonda Gluck, infine, sarà interessata dal ripristino del pavimento alla veneziana e dalla pulitura e revisione degli intonaci.

La progettazione e la direzione dei lavori sono a cura dell’architetto Francesco Dalmastri, affiancato dal restauratore prof. Fabio Bevilacqua. La ditta affidataria è Leonardo, con referente Francesco Geminiani.

Il cantiere Alfasigma

Prossimo al completamento l’intervento sostenuto dal milione di euro donato da Alfasigma. Il progetto prevede la trasformazione progressiva di ambienti esistenti della struttura storica con l’obiettivo di favorirne nuove funzioni culturali, istituzionali e di rappresentanza, rendendo il teatro più accessibile, efficiente e versatile.

La prima fase, sviluppata su circa 100 metri quadrati, ha consentito la realizzazione di un nuovo accesso indipendente al teatro da via del Guasto — fino a oggi destinato esclusivamente agli uffici amministrativi — e la sostituzione del precedente ascensore con un nuovo impianto moderno, pienamente accessibile e conforme alle normative vigenti. Il nuovo sistema di collegamento verticale garantirà un secondo accesso al Foyer Rossini attraverso la rinnovata Sala Cappelli, oltre a un ingresso diretto ai futuri uffici della Sovrintendenza.

Le tre fasi successive riguarderanno la trasformazione degli ambienti del terzo ordine nell’area del Foyer Rossini in spazi flessibili per accoglienza ed eventi, il rinnovamento degli spazi posti al livello del loggione per nuovi uffici della Sovrintendenza, e infine la manutenzione degli uffici del secondo ordine. La progettazione architettonica e il coordinamento di commessa sono affidati all’architetto Michele Zacchiroli, la direzione lavori architettonica all’ingegnere Simone Andreoni e la direzione lavori strutturale all’ingegnere Aldo Barbieri (Studio Enarco); la ditta che sta eseguendo i lavori è Sicea.

Il cantiere di via del Guasto, il più grande su un teatro d’opera italiano

Promosso e finanziato dal Comune di Bologna per un valore di circa 20 milioni di euro — a seguito del concorso internazionale di idee Raccordi in teatro bandito nel 2019 — il progetto di riqualificazione urbana riguarda tre macroaree: l’ampliamento degli spazi del teatro verso via del Guasto, il rinnovamento dei servizi igienici per personale e pubblico e il rifacimento di strada e illuminazione in via del Guasto.

Ad oggi è stata completata la prima fase, che ha riguardato la demolizione della torre dell’acqua e di alcuni edifici lungo via del Guasto, consentendo la realizzazione di nuovi spazi al piano interrato destinati ai vani tecnici impiantistici. A circa 4,5 metri sotto il livello stradale è stata realizzata una nuova centrale termica interrata di circa 270 metri quadrati, destinata a ospitare impianti tecnologici all’avanguardia per la climatizzazione del teatro. Sono stati inoltre completati la demolizione della torre piezometrica del 1935 — serbatoio storicamente destinato ad alimentare l’impianto antincendio, ormai in disuso e in condizioni strutturali critiche — e di circa 2.400 metri cubi di fabbricati accessori affacciati su via del Guasto.

La seconda fase, in corso, prevede la demolizione della restante parte degli edifici lungo via del Guasto e la costruzione di un nuovo volume destinato a ospitare nuove funzioni del teatro. Un tassello che, insieme al terzo cantiere sulla Sala del Bibiena, consegnerà nel febbraio 2027 un Comunale finalmente pronto a tornare al pubblico.

Martina Moretti

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