Martedì 12 maggio alle 17.30, la Sala Grigia del Teatro dell’Opera di Roma ospita Un pomeriggio con Rossini, un talk a ingresso libero dedicato al compositore pesarese. Un’occasione costruita a ridosso del debutto del nuovo allestimento di Tancredi, in scena al Costanzi dal 19 maggio con la regia di Emma Dante e la direzione di Michele Mariotti.
Al centro dell’incontro, due recenti pubblicazioni che propongono altrettante prospettive sul mondo rossiniano. Gli autori dialogano con il musicologo Giuliano Danieli, che modera la conversazione.
Chegai: una rilettura ampia del compositore
Rossini di Andrea Chegai, edito da Il Saggiatore nel 2022, è una rilettura ampia e aggiornata della vita e delle opere del compositore. Chegai, professore ordinario di Musicologia all’Università La Sapienza di Roma, colloca il Pesarese al centro di una trama complessa di questioni storiche, sociali, politiche, culturali ed estetiche, restituendo la fitta rete di rapporti del compositore con impresari, cantanti, scrittori, librettisti e altri musicisti tra Settecento e Ottocento. Una figura definita «proteiforme e impenetrabile fino alle ultime note», analizzata sia per quello che significò al suo tempo, sia per quello che può ancora dire oggi.
Senici: il furore italiano degli anni 1810-1825
Musica al tempo presente: Le opere italiane di Rossini alla loro epoca di Emanuele Senici (LIM/Ricordi, 2025) si concentra invece sulla produzione italiana del compositore e sui discorsi che essa generò in Italia tra il 1810 — anno della prima opera — e il 1825, data dell’ultima composizione in italiano. Anche Senici è docente alla Sapienza. Il libro indaga le ragioni del «furore» rossiniano nei suoi anni di massima popolarità, l’uscita dal repertorio quando il compositore smise di scrivere per il teatro, e il graduale ritorno alle scene nell’ultimo mezzo secolo, esaminando i lavori nel contesto storico in cui furono concepiti, ascoltati e discussi.
Informazioni pratiche
Il talk è a ingresso libero, senza prenotazione, fino a esaurimento posti. Per chi sta seguendo il cantiere rossiniano del Costanzi è un’occasione utile per arrivare alla prima di Tancredi con qualche strumento musicologico in più — e per misurare quanto è cambiato lo sguardo critico su un compositore che il Novecento ha alternativamente celebrato e accantonato.
