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Villa Togni: dove la musica non si è mai spenta, un Festival tra Barocco e Novecento fa rivivere l’antico cenacolo

Ci sono luoghi che, più di altri, sembrano impregnati di musica. Luoghi dove le mura hanno ascoltato note, dibattiti e silenzi creativi, diventando esse stesse parte della partitura. Villa Togni a Gussago (Brescia) è uno di questi. Dimora storica che ha attraversato secoli di storia, dalla Congiura del 1426 che la vide protagonista fino a diventare rifugio per il genio pianistico di Arturo Benedetti Michelangeli durante la guerra, oggi rinasce come un vibrante centro culturale. Dopo un magnifico restauro completato nel 2024, la villa non si presenta come un museo statico, ma come un organismo vivo che torna a respirare musica grazie alla seconda edizione del **Festival Le Rose**, in programma dal 30 agosto al 5 ottobre.

A orchestrare questa rinascita è il giovane erede della famiglia, **Giulio Francesco Togni**, clavicembalista e direttore d’orchestra che funge da ponte tra le epoche. Il suo festival è un dialogo raffinato tra il suo amato repertorio barocco e l’eredità novecentesca che permea la villa, legata indissolubilmente alla figura del suo prozio, il compositore Camillo Togni. Un programma di sei appuntamenti che trasformerà le sale storiche della dimora – dalla Sala della Congiura alla Galleria – in un palcoscenico dove passato e presente si fondono.

Il versante musicale, guidato da Togni, esplora le meraviglie del Seicento e Settecento. Si inaugura il 30 agosto con **\”Florilegium\”**, un’immersione nei concerti per archi di Corelli, Händel e Vivaldi affidata al Domani L’Aurora Ensemble su strumenti storici. Il 12 settembre, Togni si esibirà come solista al clavicembalo, facendo risuonare una preziosa copia di uno strumento del 1728 appartenente alla collezione di famiglia. Ma è il concerto di chiusura del 5 ottobre, **\”Ira, Temperanza & Humiltà\”**, a promettere un’esperienza quasi teatrale. Il programma, incentrato sui madrigali e le sonate del primo Seicento (Monteverdi, Cima, Castello), culminerà con il celebre **_Combattimento di Tancredi e Clorinda_** di Monteverdi. Un’opera in miniatura, un dramma di affetti che segna la nascita stessa del teatro musicale e che permette di riscoprire in un contesto così intimo le radici dello stile concertato che rivoluzionò la musica occidentale.

Parallelamente, il Festival nutre l’anima con la parola e il racconto. Tre incontri scandagliano il denso milieu culturale del XX secolo. Il 7 settembre, il pianista e acuto divulgatore **Luca Ciammarughi** presenterà il suo libro dedicato ad Arturo Benedetti Michelangeli proprio nelle sale che offrirono al grande pianista un porto sicuro. Il 19 settembre sarà un momento di testimonianza eccezionale: **Maria Francesca Siciliani**, regista di fama mondiale, amica di Montale e Visconti e collaboratrice di Strehler, dialogherà con Giulio Francesco Togni sull’universo poetico e artistico di Camillo Togni, evocando il circolo di intellettuali – da Boulez a Dallapiccola – che frequentavano la villa. Chiuderà il ciclo, il 26 settembre, la presentazione del documentario **\”Atto Unico – Vita e Opere di Camillo Togni\”**, un tassello fondamentale per la riscoperta di una delle voci più significative della musica italiana del dopoguerra.

Ciò che rende il Festival Le Rose un progetto ancor più meritevole è la sua filosofia di accesso alla cultura. Con la formula del **\”Pay what you wish\”**, la Fondazione Domani l’Aurora abbatte le barriere economiche, affidando allo spettatore la libertà di contribuire secondo le proprie possibilità. Una scelta coraggiosa che sposa l’inclusione e la creazione di nuovo pubblico, rendendo la grande musica e la grande cultura un patrimonio realmente condiviso.

In un’epoca di fruizione spesso distratta, il Festival di Villa Togni si propone come un’oasi di ascolto e riflessione, un invito a riscoprire la bellezza in un luogo dove ogni pietra, ogni rosa del giardino e ogni nota suonata racconta una storia. Una storia di arte, memoria e, soprattutto, di un futuro che sa onorare il proprio passato.

Martina Moretti

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