Due stanze comunicanti in uno stesso, anonimo hotel. Due anime intrappolate in gabbie invisibili, quelle della solitudine e dell’incomunicabilità. È questa la visione potente e suggestiva con cui il giovane regista Andrea Bernard, fresco vincitore del Premio Abbiati, debutta all’Opera di Roma. Dal 18 al 24 ottobre 2025, il palcoscenico del Teatro Nazionale si trasformerà in un non-luogo dell’anima per ospitare un dittico inedito che accosta *Il diario di uno scomparso* di Leoš Janáček a *La voix humaine* di Francis Poulenc.
«Il cuore di questo lavoro nasce dal desiderio di mettere in dialogo due opere lontane per lingua, forma e contesto, ma unite da un identico nucleo emotivo», spiega Bernard. La sua regia, coadiuvata dalle scene di Alberto Beltrame, non cerca un legame narrativo, ma costruisce un ponte emotivo, immaginando che le due storie si svolgano nello stesso istante, in due spazi contigui ma psicologicamente sigillati. Una scelta che spoglia le vicende di ogni orpello per concentrarsi sulla condizione interiore dei protagonisti, un isolamento che deforma la percezione dello spazio e del tempo. A sottolineare l’intimità di questo scavo psicologico sarà la versione per solo pianoforte di entrambe le opere, affidata alla sensibilità dell’esperto Donald Sulzen.
Il primo pannello del dittico rappresenta una novità assoluta per il Teatro dell’Opera di Roma: *Il diario di uno scomparso* di Janáček, su libretto di Josef Kalda. L’opera, che prosegue il felice percorso del teatro capitolino nel repertorio del compositore ceco, narra la passione totalizzante del giovane Jan per la zingara Zefka, un amore che lo porterà a un abbandono radicale della sua vita precedente. A dare voce ai due amanti saranno il tenore Matthias Koziorowski, artista in ascesa sulla scena europea, e il mezzosoprano Veronica Simeoni, volto già acclamato dal pubblico romano per le sue intense interpretazioni in produzioni firmate da Martone e Michieletto.
A seguire, un capolavoro del Novecento che torna a Roma con la sua interprete d’elezione: *La voix humaine* di Poulenc, su testo di Jean Cocteau. Sarà Anna Caterina Antonacci, artista di riferimento per questo ruolo, a incarnare il monologo straziante di una donna aggrappata al filo di un telefono, ultimo, fragile contatto con l’uomo che l’ha lasciata. Un’interpretazione che si preannuncia memorabile, data la profonda simbiosi che la cantante ha sviluppato con il personaggio e la rinnovata collaborazione con il pianista Donald Sulzen, con cui ha già condiviso importanti palcoscenici internazionali.
Questo nuovo allestimento si configura così come uno degli appuntamenti più intriganti della stagione. Un’occasione per esplorare due diverse declinazioni del tormento amoroso, amplificate dalla nudità della scrittura per pianoforte e unificate da una visione registica che promette di condurre lo spettatore dritto al cuore pulsante, e spesso dolente, dell’esperienza umana.
