A teatro pieno e clima di attesa: la nuova produzione de La Traviata ha inaugurato ieri sera il Festival Lirico InScena al Teatro Verdi, segnando l’inizio ufficiale della rassegna. La regia è affidata a Marco Bellini, la bacchetta a Elena Rossi; le scenografie, progettate da Luca Marin, privilegiano elementi essenziali e una forte componente multimediale che accompagna l’azione lirica.
Senso di novità anche in cast: il giovane tenore Giorgio Santini ha debuttato nel ruolo di Alfredo, ricevendo applausi calorosi al termine della rappresentazione. Formatosi al Conservatorio Giordano e reduce da una intensa attività nei teatri minori, Santini è stato elogiato per la purezza del timbro e la morbidezza degli acuti, mentre alcuni critici ne hanno segnalato una ancora limitata esperienza scenica che, secondo loro, traspare in alcune scene centrali.
Il Festival Lirico InScena, in programma dal 12 al 28 ottobre, presenta un cartellone composto da cinque produzioni principali e una serie di concerti e incontri con gli artisti. Tra gli appuntamenti più attesi figurano inoltre una serata dedicata ai giovani talenti e un focus su compositrici del XIX e XX secolo. Biglietti disponibili sul sito ufficiale del teatro e presso la biglietteria; sono previste tariffe ridotte per under 30 e abbonamenti per la durata della rassegna.
A tenere banco, tuttavia, è la polemica sulla lettura registica: la scelta di trasferire l’azione in un contesto contemporaneo, con forti proiezioni video e un uso minimale dei costumi d’epoca, ha diviso pubblico e critica. Parte della platea ha reagito con fischi e sonore contestazioni alla prima uscita della protagonista nella scena del party, ritenuta da alcuni spettatori poco fedele allo spirito dell’opera.
Critici tradizionalisti non hanno esitato a definire la messa in scena «provocatoria fino al limite del gratuito», mentre sostenitori della rivisitazione hanno lodato l’intento di rendere più riconoscibili i temi universali dell’opera al pubblico contemporaneo. Sul fronte artistico, la protagonista soprano Anna Ferri ha dichiarato che la scelta registica ha richiesto uno sforzo interpretativo nuovo ma stimolante, e che il confronto con il pubblico è parte integrante della vita teatrale.
Il regista Marco Bellini, interpellato a fine spettacolo, ha difeso le scelte estetiche sottolineando l’urgenza di parlare all’oggi: secondo Bellini, le proiezioni e la pulizia scenica mirano a enfatizzare la fragilità dei personaggi e la velocità dei rapporti umani nel mondo moderno. La direzione d’orchestra di Elena Rossi è stata apprezzata per il rigore e la dinamica complessiva, che hanno sostenuto efficacemente le scelte drammaturgiche.
Nonostante la controversia, le repliche programmate nelle prossime settimane registrano un buon tasso di vendite e il dibattito attorno alla produzione sembra aver acceso l’interesse del pubblico. Per aggiornamenti sul calendario e sulle iniziative collaterali del Festival Lirico InScena è possibile consultare il sito del Teatro Verdi o iscriversi alla newsletter della manifestazione.
