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A Bologna cala il sipario sul Ring: Oksana Lyniv guida l’apocalisse wagneriana nel “Crepuscolo degli Dei”

Un viaggio epico, durato due anni, giunge al suo catartico finale. Il Teatro Comunale di Bologna si appresta a chiudere il cerchio del suo ambizioso progetto dedicato a *Der Ring des Nibelungen* di Richard Wagner con l’ultimo, monumentale capitolo: *Götterdämmerung* (Il crepuscolo degli dei). Venerdì 24 e domenica 26 ottobre, l’Auditorium Manzoni diventerà il Walhalla e le rive del Reno per un’esecuzione in forma di concerto che promette di essere memorabile, suggellando una delle più importanti imprese musicali recenti del capoluogo emiliano.

Al centro di questa imponente architettura sonora torna la direttrice Oksana Lyniv, vera artefice e anima del progetto. Dopo aver guidato con mano salda e profonda visione interpretativa l’Orchestra del Teatro Comunale attraverso le acque primordiali de *L’oro del Reno*, le cavalcate impetuose de *La Valchiria* e le fucine eroiche di *Sigfrido*, la direttrice affronta ora la partitura più vasta e complessa della Tetralogia. La sua presenza costante sul podio ha garantito al progetto una coerenza stilistica e una tensione narrativa eccezionali, un filo rosso che il pubblico bolognese ha seguito con crescente ammirazione.

A dare voce agli eroi e agli dèi ormai al tramonto sarà un cast di rilievo internazionale. Il ruolo impervio di Siegfried sarà sostenuto dal tenore Michael Heim, mentre la tragica eroina Brünnhilde avrà la voce del soprano Sonja Šarić. Accanto a loro, figure chiave del dramma come il Gunther del baritono Anton Keremidtchiev, il tenebroso Hagen del basso Albert Pesendorfer e l’ oscuro Alberich del basso-baritono Claudio Otelli promettono di tessere la fitta trama di inganni e destini che porta alla distruzione finale.

*Götterdämmerung* non è solo la chiusura di un ciclo mitologico, ma un dramma profondamente umano, quasi borghese nelle sue dinamiche di potere e tradimento familiare, come sottolinea acutamente il critico Alberto Mattioli. Wagner, che lavorò “a ritroso” al libretto partendo proprio da questa fine, costruisce un affresco sonoro di una potenza inaudita, dove le passioni individuali si scontrano con forze cosmiche ineluttabili. La scelta della forma di concerto, spogliata di ogni apparato scenico, non farà che esaltare la forza pura della partitura, concentrando l’attenzione sull’intricato dialogo tra le voci e un’orchestra chiamata a una prova di resistenza e virtuosismo.

L’intero ciclo bolognese è stato dedicato alla memoria dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, una scelta che sottolinea il profondo legame tra la grande cultura e il sostegno illuminato. Con questo ultimo atto, Bologna non solo celebra Wagner, ma conferma la sua vocazione di capitale musicale capace di affrontare le sfide più ardue del repertorio operistico, regalando al suo pubblico un’esperienza artistica di rara intensità e completezza. Un appuntamento, dunque, non solo per wagneriani devoti, ma per chiunque voglia assistere al compimento di una grande avventura musicale.

Martina Moretti

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