Un evento che ha il sapore della storia. Non si può definire altrimenti l’inaugurazione della stagione 2025/2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che il prossimo ottobre alzerà il sipario su un progetto di portata monumentale: *Die Walküre* di Richard Wagner, finalmente restituita alla capitale in forma scenica dopo un’assenza che si protraeva, incredibilmente, dal 1961.
A guidare questa coraggiosa impresa sarà il nuovo Direttore Musicale, Daniel Harding, che con questa produzione non solo inaugura ufficialmente il suo mandato, ma si confronta per la prima volta in carriera con la partitura della prima giornata della Tetralogia. Una doppia sfida che testimonia l’ambizione della nuova era ceciliana: riportare Roma al centro della mappa wagneriana internazionale, colmando una lacuna che per decenni l’ha resa un caso più unico che raro nel panorama europeo.
L’attesa non è solo musicale. L’eccezionalità dell’evento risiede nella sua natura scenica, che vedrà la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica trasformata per accogliere l’universo mitologico di Wagner. La visione registica è affidata a Vincent Huguet, ma è il nome dello scenografo a destare particolare curiosità: Pierre Yovanovitch. Noto al mondo come un guru dell’interior design, Yovanovitch porta sul palcoscenico operistico la sua estetica raffinata, promettendo un approccio che, per sua stessa ammissione, gli consente di “essere eccessivo, di sognare e di provare emozioni forti”, in netto contrasto con la ricerca di quiete che caratterizza i suoi lavori architettonici. L’impatto visivo, completato dai costumi di Edoardo Russo realizzati dalla sartoria Tirelli Trappetti, si preannuncia come uno degli elementi più discussi e attesi della produzione.
Sul fronte vocale, l’Accademia schiera un cast di comprovati specialisti wagneriani, garanzia di solidità e tenuta drammatica. La parte di Wotan sarà affidata al magistero di Michael Volle, baritono di riferimento per questo ruolo. Al suo fianco, Miina-Liisa Värelä vestirà i panni dell’eroica Brünnhilde, mentre la coppia degli sfortunati gemelli Velsunghi vedrà protagonisti Jamez McCorkle come Siegmund e Vida Miknevičiūtė come Sieglinde. Okka von der Damerau sarà Fricka e Stephen Milling il temibile Hunding.
L’operazione non è solo una gloriosa celebrazione wagneriana, ma una dichiarazione d’intenti. In un’epoca in cui i teatri faticano a produrre nuovi allestimenti di tale impegno, la scelta di Santa Cecilia e di Harding di inaugurare un nuovo corso con un titolo così imponente e simbolico è un segnale potente. Roma si prepara a riabbracciare i suoi dei, e per tre sere d’ottobre la Cavalcata delle Valchirie non risuonerà solo come l’eco cinematografica di *Apocalypse Now*, ma come il suono vivo e pulsante di un grande teatro che si riappropria del proprio posto nella storia dell’opera.
