Non si è ancora spenta l’eco del successo di *Anna A.*, l’opera che ha segnato un punto di svolta storico alla Scala di Milano, e già il nome di Silvia Colasanti torna a risuonare con forza, questa volta nel cuore della programmazione sinfonica. È infatti la sua musica uno dei pilastri del concerto inaugurale di *Rai NuovaMusica*, la rassegna che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dedica al contemporaneo e che riapre i battenti giovedì 23 ottobre all’Auditorium “Arturo Toscanini” di Torino.
Un appuntamento che, per gli appassionati del teatro musicale, assume un valore particolare. Dopo aver visto una compositrice italiana conquistare il tempio della lirica, l’attenzione si sposta ora sulla sua produzione per strumento solista e orchestra con il concerto *Esercizi per non dire addio*. Un lavoro per violino, affidato all’archetto esperto e passionale di Anna Tifu, che esplora temi universali come la perdita e la memoria. La stessa Colasanti lo descrive come un percorso “attorno al tema del distacco”, un tentativo di guardare al futuro senza recidere il legame con il passato. Un ponte emotivo che, dalla drammaturgia operistica, si trasferisce alla pura narrazione strumentale.
Alla guida dell’OSN Rai ritroveremo il direttore francese Daniel Kawka, un interprete che ha fatto della dialettica tra repertorio romantico e creazione moderna la sua cifra stilistica. La sua bacchetta si muoverà attraverso un trittico di autori che definisce un panorama sonoro ricco e complesso. In apertura, infatti, la prima esecuzione per l’orchestra torinese di *In Excelsis* del compositore francese Éric Tanguy, astro di prima grandezza della musica d’oltralpe, pluripremiato e acclamato.
A chiudere la serata, un salto indietro fino ai maestri del Novecento con la monumentale Sinfonia n. 7 di Hans Werner Henze. Composta tra il 1983 e il 1984, l’opera è un omaggio spirituale e tormentato alla poetica di Friedrich Hölderlin, e rappresenta il pilastro storico di un programma che guarda risolutamente al presente.
Questo concerto inaugurale si profila dunque non solo come l’inizio di una stagione, ma come una dichiarazione d’intenti: un dialogo serrato tra le voci più significative del nostro tempo e i giganti che le hanno precedute. In un mondo operistico sempre più attento alla musica di oggi, l’opportunità di ascoltare la voce sinfonica di una compositrice come Silvia Colasanti, fresca del suo trionfo scaligero, è un’occasione imperdibile. Un invito, peraltro reso accessibile a tutti grazie a una politica di prezzi simbolici e alla diretta su Radio3, a partecipare attivamente alla vita musicale del nostro tempo.
