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Bologna, “Verso Itaca”: il Comunale svela una stagione che è un viaggio tra tradizione e futuro

Un titolo che è una dichiarazione d’intenti, una promessa e una rotta ben precisa: “Verso Itaca”. Il Teatro Comunale di Bologna ha presentato la sua Stagione 2026, l’ultima prima del tanto atteso rientro nella storica sede di Largo Respighi, previsto per il 2027. Un’odissea artistica, la prima firmata dalla nuova guida composta dalla Sovrintendente Elisabetta Riva e dal Direttore Artistico Pierangelo Conte, che si configura come un ponte ideale tra un passato glorioso e un futuro tutto da scrivere. Il cartellone, presentato a Roma, non è una semplice successione di spettacoli, ma un racconto coerente che attraversa tre secoli di storia della musica, dal barocco di Händel alla creazione contemporanea, in un equilibrio sapiente tra capolavori consolidati e coraggiose esplorazioni.

Il cuore pulsante della stagione, il cartellone operistico, si preannuncia di eccezionale ricchezza e varietà. L’inaugurazione del 24 gennaio è affidata a *Idomeneo* di Mozart, titolo che segna un doppio debutto: quello alla regia di Mariano Bauduin, che promette una lettura “metafisica” ispirata a De Chirico e Savinio, e quello sul podio del titolo per Roberto Abbado, che guiderà un cast di rilievo con Antonio Poli, Mariangela Sicilia e Salome Jicia.

Il viaggio prosegue con incursioni nel grande repertorio, ma sempre con un tocco di originalità. Ritorna *La traviata* verdiana nell’allestimento di Alessandro Talevi, che vedrà il debutto italiano del soprano Adela Zaharia, e un dittico dedicato a Mascagni che affianca la celeberrima *Cavalleria rusticana* nella potente visione di Emma Dante alla proiezione musicata dal vivo di *Rapsodia Satanica*, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Bologna, sotto la bacchetta esperta di Daniel Oren. Il belcanto è rappresentato da un titolo donizettiano di non frequente esecuzione, *Roberto Devereux*, che porterà sul palco voci del calibro di Francesco Demuro e Roberta Mantegna.

Ma è sul fronte della novità che la stagione bolognese lancia le sue sfide più audaci. Spicca la prima assoluta di *Olympia*, nuova commissione al compositore Nicola Campogrande, su libretto di Piero Bodrato, che esplora il rapporto tra amore e Intelligenza Artificiale. Un tema attualissimo affidato alla direzione di Riccardo Frizza e alla regia del giovane Tommaso Franchin. Altro evento di punta è la prima bolognese di *Napoli milionaria* di Nino Rota, su libretto di Eduardo De Filippo. Un’opera dal sapore agrodolce che entra per la prima volta nel repertorio del Comunale con un nuovo allestimento firmato da Marcelo Lombardero e un cast guidato da Carmen Giannattasio e Paolo Bordogna.

L’esplorazione del repertorio si completa con due preziose esecuzioni in forma di concerto all’Auditorium Manzoni: un’incursione nel barocco più puro con *Semele* di Händel, diretta dallo specialista Rinaldo Alessandrini e impreziosita dalla voce del controtenore Raffaele Pe, e la sensualità biblica del *Samson et Dalila* di Saint-Saëns, con una coppia d’assi come Gregory Kunde ed Ekaterina Semenchuk diretti da Roberto Abbado.

La proposta, volutamente poliedrica, si estende con uguale ambizione alla Danza, dove spicca la presenza di Roberto Bolle protagonista di *Caravaggio* di Mauro Bigonzetti con musica dal vivo, e ai Concerti, inaugurati dal debutto bolognese di un mostro sacro come Ton Koopman e impreziositi dal ritorno di Michele Mariotti, oltre che da solisti come Michail Pletnëv, Emanuel Ax e Mario Brunello.

La Stagione 2026 del Comunale di Bologna si profila dunque non come un’attesa, ma come un percorso attivo e vibrante. Un “viaggio verso casa” che, tappa dopo tappa, costruisce le fondamenta del teatro del futuro, confermando la vocazione della città a essere un laboratorio culturale vivo, capace di dialogare con la propria tradizione guardando dritto negli occhi la contemporaneità. L’approdo a Itaca, nel 2027, troverà un teatro e un pubblico più ricchi, nutriti da un anno di scoperte, bellezza e grande musica.

Martina Moretti

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