Un evento che sa di storia, una prima che ha il sapore della riparazione culturale. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sotto la nuova guida del suo Direttore Musicale Daniel Harding, si prepara a un’impresa monumentale: la messa in scena de *Die Walküre* di Richard Wagner. Non si tratta di una semplice esecuzione in forma di concerto, ma di una produzione scenica completa, un evento che a Roma mancava dal lontano 1961. Un vuoto di oltre sessant’anni che ha reso la capitale un caso unico – e non in senso positivo – nel panorama lirico europeo.
La risposta del pubblico non si è fatta attendere e parla da sola: tutte e tre le recite, previste per il 23, 25 e 27 ottobre presso la Sala Santa Cecilia, registrano il “tutto esaurito”, testimoniando un’attesa febbrile per questo ritorno wagneriano. Per chi è rimasto fuori, non resta che sperare nella lista d’attesa o sintonizzarsi sulla diretta di Radio 3.
Al centro di questa operazione c’è Daniel Harding, che per la sua prima stagione da Direttore Musicale non ha scelto un percorso comodo, ma un vero e proprio battesimo del fuoco. Non solo affronta per la prima volta in carriera la partitura della *Valchiria*, ma sceglie di farlo con un allestimento che promette di stravolgere la percezione stessa della sala da concerto dell’Auditorium Parco della Musica.
La visione registica è affidata a Vincent Huguet, ma è il nome dello scenografo a destare particolare curiosità: Pierre Yovanovitch, celebre architetto e interior designer di fama mondiale, che presterà il suo genio creativo al mondo dell’opera. Yovanovitch, che descrive l’opera come un’occasione “per essere eccessivo, di sognare e di provare emozioni forti”, trasformerà completamente la Sala Santa Cecilia in un vero e proprio teatro lirico. Un esperimento architettonico e teatrale che si preannuncia come uno degli elementi più discussi della produzione, completato dai costumi del giovane Edoardo Russo in collaborazione con la storica sartoria Tirelli Trappetti.
Sul palcoscenico, un cast di prim’ordine che riunisce alcuni dei più acclamati interpreti wagneriani del nostro tempo. A guidare la compagine vocale sarà l’esperienza di un Wotan di riferimento come Michael Volle, affiancato dalle voci di Miina-Liisa Värelä nel ruolo impervio di Brünnhilde, Vida Miknevičiūtė in quello di Sieglinde e Jamez McCorkle come Siegmund. Un parterre di stelle che garantisce la solidità musicale di un progetto tanto ambizioso.
Più che una semplice inaugurazione di stagione, questa *Valchiria* si configura come una dichiarazione d’intenti: riportare Roma al centro della mappa dei grandi eventi lirici internazionali, colmando una lacuna che per troppo tempo ha penalizzato il pubblico della capitale. E se la celeberrima “Cavalcata” è entrata nell’immaginario collettivo grazie al cinema, da *Apocalypse Now* a *8 ½*, ora il pubblico romano ha finalmente l’occasione di viverla nel suo contesto originale, in una produzione che si preannuncia già memorabile. Un nuovo capitolo per Santa Cecilia, un evento per Roma.
