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Cataclisma a Bologna: Oksana Lyniv chiude il Ring wagneriano con un “Crepuscolo degli Dei” epocale

Il sipario sta per calare su un’impresa titanica, un viaggio musicale durato due anni che ha riportato il cuore pulsante del mito wagneriano nel capoluogo emiliano. Venerdì 24 e domenica 26 ottobre, l’Auditorium Manzoni di Bologna ospiterà l’atto finale del *Der Ring des Nibelungen* del Teatro Comunale: *Götterdämmerung* (Il crepuscolo degli dei). Sul podio, a guidare l’Orchestra e il Coro del TCBO verso l’apocalisse e la catarsi, ci sarà ancora una volta Oksana Lyniv, la direttrice musicale che è stata l’anima e il motore di questa integrale in forma di concerto.

Dopo aver scolpito le architetture sonore de *L’oro del Reno*, de *La Valchiria* e del *Siegfried* tra il 2024 e il 2025, la bacchetta di Lyniv affronterà ora la partitura più monumentale e complessa dell’intera Tetralogia. Un’opera che, nelle parole della stessa direttrice, rappresenta non solo una fine, ma un nuovo inizio. «Sono molto felice di aver diretto il mio primo Ring integrale proprio a Bologna», ha dichiarato Lyniv, sottolineando l’attualità del messaggio wagneriano. La sua lettura si concentra sul finale alternativo abbozzato da Wagner, dove Brünnhilde lascia al mondo un tesoro di “conoscenza sacra” che mette al centro non l’oro o il potere, ma un unico, fondamentale valore: l’amore. Un’indicazione interpretativa che promette un finale di grande intensità emotiva e spirituale.

A sostenere la complessa architettura drammaturgica e musicale ci sarà un cast di specialisti wagneriani. Il tenore Tilmann Unger vestirà i panni dell’eroe ingenuo e tragico, Siegfried, mentre il soprano Sonja Šarić affronterà l’impervio ruolo di Brünnhilde, valchiria decaduta e infine donna redentrice. Accanto a loro, le figure oscure che tessono l’inganno finale: il baritono Anton Keremidtchiev sarà Gunther, il basso Albert Pesendorfer interpreterà il glaciale Hagen, figlio del rancoroso Alberich, a cui darà voce il basso-baritono Claudio Otelli.

Questo *Crepuscolo degli dei* non è solo la conclusione di un’opera, ma il culmine di un progetto ambizioso, che ha permesso al pubblico bolognese di riabbracciare l’intero ciclo nibelungico, un’assenza che si protraeva da troppo tempo. La scelta della forma di concerto, spogliata di ogni sovrastruttura scenica, ha posto l’accento sulla pura forza della partitura di Wagner, un oceano di suoni e leitmotiv che descrive passioni umane e sconvolgimenti cosmici con una potenza ancora oggi ineguagliata.

Come ricordato nelle note di sala da Alberto Mattioli, al di là della scala mitologica, *Götterdämmerung* è anche un dramma familiare incredibilmente moderno, un “gruppo di famiglia in un inferno” che anticipa le atmosfere di Ibsen e Strindberg. Intrighi, tradimenti e legami di sangue contorti si intrecciano fino al crollo finale, rendendo l’opera uno specchio spietato delle fragilità umane.

L’intero ciclo bolognese è stato dedicato all’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, una figura chiave per il sostegno alle arti in città. Con questo ultimo, attesissimo capitolo, Bologna si conferma non solo culla della prima italiana di Wagner, ma anche un centro vitale per la sua continua riscoperta. Un appuntamento imperdibile per assistere alla conclusione di un ciclo che ha segnato la storia musicale recente della città.

Martina Moretti

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