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Un Sogno che Danza da Medellín a Roma: L’Opera accoglie due giovani talenti colombiani grazie a un’alleanza virtuosa

La danza, si sa, è un linguaggio universale che abbatte confini e distanze. Una verità che si fa storia, toccante e concreta, nel viaggio di oltre 9.000 chilometri intrapreso da Camila Bustamante Correa e Valentina Ramos Mendoza. A soli quattordici anni, queste due promettenti ballerine hanno lasciato Medellín, in Colombia, per approdare in uno dei templi della formazione coreutica mondiale: la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.

Un traguardo che profuma di favola moderna, reso possibile da una sinergia esemplare tra la visione artistica, la filantropia e il sostegno istituzionale. Il motore dell’iniziativa è la direttrice della Scuola, l’étoile Eleonora Abbagnato, che ha fatto dello scouting internazionale uno dei pilastri del suo mandato. La sua ricerca di talenti, non solo in Italia ma in ogni angolo del globo, mira a offrire opportunità di formazione d’eccellenza a chi, per mezzi o provenienza, difficilmente potrebbe accedervi. “Credo profondamente nel potere formativo della danza e nella sua capacità di cambiare la vita delle persone”, ha dichiarato la stessa Abbagnato, sottolineando come l’arrivo delle due ragazze sia il frutto di un impegno costante per unire eccellenza e sensibilità.

Questo ponte ideale tra la Colombia e Roma è stato costruito grazie al contributo determinante della Fondazione Roma. Come ha spiegato il suo Presidente, Franco Parasassi, l’ente ha scelto di sostenere non solo l’ampliamento delle attività della Scuola, ma anche di finanziare direttamente le borse di studio per Camila e Valentina, offrendo loro la chance di “realizzare i propri sogni”. Un intervento che si inserisce in un più ampio impegno della Fondazione a favore di arte, cultura e formazione giovanile.

L’entusiasmo per questa nuova collaborazione è condiviso ai vertici del Teatro e della città. Il Sovrintendente Francesco Giambrone ha evidenziato come questo progetto incarni pienamente la missione del Teatro dell’Opera, rendendo “l’accessibilità un principio concreto che unisce partecipazione e formazione”. Un’iniziativa che, affiancandosi a progetti come “Fabbrica” Young Artist Program e il Coro di Voci Bianche, conferma la vocazione del Teatro a incubatore di talenti di livello mondiale. Anche il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha salutato la partnership come una conferma del ruolo della Capitale quale “grande polo di formazione della danza”.

La storia di Camila e Valentina non è però solo talento, ma anche tenacia. Provenienti da un contesto sociale difficile, hanno iniziato i loro studi alla Scuola di Balletto Metropolitano di Medellín, distinguendosi rapidamente. È stato durante una competizione internazionale in Colombia che il loro potenziale ha catturato l’attenzione di osservatori che le hanno indirizzate verso un’audizione a Roma. Una volta nella Capitale, hanno immediatamente conquistato Eleonora Abbagnato, che le ha volute con sé.

Il debutto romano per le due giovani ballerine non si farà attendere: il pubblico potrà ammirarle danzare in *Coppélia*, in scena a dicembre al Teatro Nazionale. Il loro arrivo non è solo una vittoria personale, ma un nuovo, luminoso capitolo per la Scuola di Danza dell’Opera, fiore all’occhiello della cultura italiana che si appresta a celebrare, nel 2028, il suo primo secolo di storia. Una storia fatta di disciplina, arte e, da oggi, di sogni che volano dalla Colombia fino al cuore di Roma.

Martina Moretti

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