L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

Medea, la Furia Immortale: Mario Martone Infiamma il Palco del San Carlo

Il Teatro di San Carlo di Napoli ha inaugurato la sua stagione lirica con una produzione che scava nelle profondità più oscure dell’animo umano: la Medea di Luigi Cherubini, riletta dalla visione registica incisiva e contemporanea di Mario Martone. L’evento, trasmesso anche su Rai 5, ha confermato la vitalità di un’opera settecentesca, capace ancora oggi di sconvolgere e interrogare il pubblico attraverso il suo potente connubio di musica e tragedia.

Composta nel 1797 su libretto di François-Benoît Hoffmann e ispirata alla tragedia senza tempo di Euripide, la Medea di Cherubini ha vissuto una storia complessa, rimanendo a lungo ai margini del grande repertorio. Fu solo nel Novecento, grazie a un’indimenticabile interpretazione di Maria Callas nel 1953, che l’opera tornò a risplendere sui palcoscenici internazionali. La produzione di Martone si inserisce in questa eredità, proponendo uno spettacolo che è al contempo rispettoso della tradizione e potentemente moderno nelle sue suggestioni sceniche, curate da Carmine Guarino, e nei costumi di Daniela Ciancio.

La narrazione è un vortice di passione, tradimento e vendetta. Medea, la maga che ha sacrificato tutto per amore di Giasone, si ritrova abbandonata per una nuova unione che promette potere e stabilità. La sua reazione è una spirale di furia che non risparmia nessuno, nemmeno i suoi stessi figli. A dare voce e anima a questa figura monumentale è stata la soprano statunitense Sondra Radvanovsky, che con la sua incredibile potenza vocale e la sua magnetica presenza scenica ha offerto un’interpretazione memorabile, esplorando ogni sfumatura del dolore e della crudeltà del personaggio.

Al suo fianco, il tenore sardo Francesco Demuro ha vestito i panni di un Giasone lacerato, capace di unire tecnica impeccabile e struggente intensità passionale, rendendo palpabile il conflitto dell’eroe che, nel tentativo di assicurarsi un futuro, distrugge irrimediabilmente il suo passato. Sotto la bacchetta esperta del maestro Riccardo Frizza, l’orchestra ha saputo esaltare la drammaticità della partitura di Cherubini, accompagnando con precisione e trasporto ogni momento della tragedia.

La regia di Martone, con la sua caratteristica capacità di muovere le masse e di creare spazi scenici carichi di simbolismo, ha trasformato il palco del San Carlo in un’arena in cui si scontrano sentimenti primordiali. Il risultato è un’opera che parla al cuore del nostro tempo, una riflessione sulla violenza che scaturisce dall’amore tradito e sulla disperazione di una donna spinta ai limiti estremi della condizione umana. Un’inaugurazione di stagione che lascia il segno, riaffermando il ruolo del melodramma come specchio eterno delle passioni umane.

Martina Moretti

Torna in alto