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Sui fili dell’anima: Friedemann Vogel, stella del balletto, debutta come coreografo all’Opera di Roma

Un’icona della danza mondiale, Friedemann Vogel, si presenta al pubblico romano in una veste inedita e profondamente personale. Noto per le sue interpretazioni mozzafiato sui palcoscenici più prestigiosi, il *Kammertänzer* dello Stuttgart Ballet approda al Teatro Nazionale di Roma il 12 e 13 dicembre non solo come interprete, ma per la prima volta come coreografo per la Fondazione capitolina, con il suo assolo “Soul Threads”.

Lo spettacolo, già acclamato dalla critica e vincitore del premio Danza&Danza 2024 come miglior coreografo/interprete, è una meditazione in movimento sull’essenza stessa dell’artista. L’ispirazione nasce da un testo cardine per la riflessione sul corpo scenico: “Sul teatro delle marionette” di Heinrich von Kleist. Vogel, insieme al co-ideatore Thomas Lempertz, esplora il potente dualismo tra la marionetta, mossa da fili esterni, e il danzatore, il cui movimento scaturisce da un impulso interiore, dall’anima.

«Anche noi ballerini siamo marionette, del pubblico, del coreografo», ha dichiarato Vogel, svelando il cuore del suo lavoro. «Però abbiamo un’anima e in Soul Threads, anzi sempre, l’anima vince!». Queste parole risuonano come un manifesto artistico in un’epoca dominata dal digitale e dall’intelligenza artificiale. “Soul Threads” si pone come una rivendicazione della fragilità, dell’emozione e della verità umana come unici, insostituibili motori dell’arte.

Il progetto è il frutto di un affiatato team creativo, in gran parte proveniente dalla fucina dello Stuttgart Ballet. Oltre a Lempertz, che cura scene e costumi, la performance è avvolta dalle musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Alisa Scetinina (GAISMA), anche lei ex danzatrice. L’impianto visivo è arricchito dall’artista digitale Timo Kreitz e dalle luci immersive di Fabiana Piccioli, il cui lavoro su questo stesso spettacolo le è valso un premio Danza&Danza.

Per il pubblico dell’Opera di Roma, abituato ad ammirare Vogel come sublime interprete del grande repertorio, questo appuntamento rappresenta un’occasione unica per scoprire una nuova fase della sua maturità artistica. “Soul Threads” non è solo uno spettacolo di danza, ma un viaggio filosofico e sensoriale nei “fili dell’anima” che ci rendono unicamente umani. Un’esplorazione della grazia che, come suggeriva Kleist, non risiede nella perfezione meccanica, ma nella consapevolezza e nell’accettazione della nostra meravigliosa imperfezione.

Martina Moretti

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