Il Teatro Comunale di Bologna si prepara a chiudere la sua Stagione d’Opera 2025 con uno dei titoli più amati e frizzanti del repertorio, un vero e proprio regalo per il pubblico durante le festività natalizie. Dal 19 al 30 dicembre, il palcoscenico del Comunale Nouveau sarà infatti animato dall’inesauribile verve de *Il barbiere di Siviglia* di Gioachino Rossini, affidato a un cast di primissimo piano e a una bacchetta di sicura esperienza.
L’allestimento è il gradito ritorno della produzione firmata nel 2019 da Federico Grazzini, già applaudita a Bologna e in una successiva tournée in Giappone. Non una semplice riproposizione, ma una versione ripensata e adattata per i nuovi spazi del polo fieristico, che promette di rinnovare l’interesse per una lettura registica acuta e intelligente. La visione di Grazzini, infatti, scava oltre la superficie della commedia per indagare i temi modernissimi che Rossini incastona nella sua partitura: il potere soffocante del denaro, la follia come vortice di eventi imprevedibili e, soprattutto, il gioco metateatrale. Come sottolinea lo stesso regista, l’opera è disseminata di riferimenti a se stessa (a partire dal titolo originario, *L’inutile precauzione*, citato dai personaggi), un invito a nozze per una regia che vuole dialogare con la genialità del compositore pesarese, giocando con i tempi comici e rompendo la quarta parete.
A garantire la coesione e il brio musicale sarà la bacchetta esperta di Renato Palumbo, un nome ben noto e apprezzato dal pubblico felsineo, la cui solida direzione è garanzia di qualità e profonda conoscenza del repertorio, da Verdi fino, appunto, a Rossini.
Ma a catalizzare l’attenzione del pubblico melomane è senza dubbio il versante vocale, che schiera alcuni dei migliori specialisti rossiniani di oggi. Nei panni del factotum Figaro troveremo il carisma e la ricchezza timbrica di Nicola Alaimo, baritono di riferimento per questo ruolo a livello internazionale. Al suo fianco, la Rosina del mezzosoprano giapponese Aya Wakizono, voce agile e di grande gusto stilistico. Attesissimo il debutto bolognese del tenore Dave Monaco, che si cimenterà nell’impervia parte del Conte d’Almaviva. A completare il quintetto principale, una coppia di bassi buffi che è già di per sé uno spettacolo: Paolo Bordogna, maestro di sillabato e presenza scenica, sarà un Don Bartolo da manuale, mentre il lusso di una voce come quella di Michele Pertusi nobiliterà il ruolo di Don Basilio.
Non da meno il secondo cast, che assicura un livello altissimo per tutte le recite, con nomi del calibro di Stefan Astakhov, Chiara Tirotta, Giovanni Romeo e un veterano del ruolo del Conte come Antonino Siragusa.
In definitiva, quello che si profila a Bologna non è il solito *Barbiere di Siviglia* di routine, ma un appuntamento di grande interesse: una produzione dall’impianto concettuale solido e stimolante, impreziosita da interpreti vocali di eccellenza. Un finale di stagione col botto, perfetto per salutare l’anno nuovo al grido di “Figaro qua, Figaro là!”.
