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L’Opera esce dal Teatro: a Roma il “Christmas Gala” diffonde la magia del Natale tra centro e periferie

Il sipario si alza non solo al Teatro Costanzi, ma si schiude idealmente nelle chiese e nei quartieri di Roma. Con l’iniziativa **”Christmas Gala”**, il Teatro dell’Opera di Roma abbandona temporaneamente la sua sede istituzionale per tessere una nuova rete culturale che unisce il cuore della Capitale alle sue aree più periferiche. Fino al 21 dicembre, una rassegna di concerti gratuiti porta la grande musica natalizia, sacra e lirica direttamente nel tessuto vivo della città, trasformando luoghi di culto in palcoscenici aperti a tutti.

L’operazione, sostenuta dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, è molto più di una semplice serie di eventi festivi. Come sottolineato dal Sovrintendente Francesco Giambrone, essa rappresenta un passo ulteriore nella missione di “rammendare le nostre città”, utilizzando la bellezza come strumento di coesione sociale e geografica. Dopo il successo di progetti itineranti come OperaCamion, il “Christmas Gala” consolida una visione precisa: quella di un teatro che si fa motore culturale inclusivo, abbattendo le barriere economiche e logistiche che spesso separano il grande pubblico dalla lirica.

Protagonisti di questo progetto sono i talenti emergenti, linfa vitale della Fondazione. Da un lato, gli allievi della **Scuola di Canto Corale**, diretti con passione dai Maestri Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli; dall’altro, i giovani artisti di **”Fabbrica – Young Artist Program”**, il percorso di alta formazione che sta lanciando una nuova generazione di cantanti e pianisti sulla scena internazionale. A loro il compito di dialogare musicalmente con i **cori del territorio**, vere e proprie istituzioni culturali radicate nei quartieri, in un fecondo scambio artistico che valorizza tutte le componenti in campo.

Il programma musicale è un raffinato mosaico sonoro che spazia con disinvoltura dai tradizionali canti natalizi internazionali (*Joy to the world*, *Astro del ciel*) e spiritual afroamericani, a pagine intense del repertorio sacro come il *Panis Angelicus* di Franck e l’ *Ave Maria* di Gounod. Ma il cuore pulsante dell’opera non viene dimenticato: il pubblico potrà ascoltare alcune delle arie più amate, da “Sì, mi chiamano Mimì” da *La bohème* di Puccini a “Mon cœur s’ouvre à ta voix” dal *Samson et Dalila* di Saint-Saëns, fino a pagine verdiane tratte da *Nabucco* e *Otello*.

Questa iniziativa non si limita a offrire spettacoli di alta qualità, ma ridefinisce il ruolo di una grande istituzione lirica nel XXI secolo: non più una cittadella inaccessibile, ma un’entità dinamica che si impegna attivamente per rendere la cultura un “diritto di tutti”, come ribadito dall’Assessore Alessandro Onorato. Portando i suoi giovani artisti dal centro storico (Basilica di San Vitale) a quartieri come Don Bosco, Villaggio Breda e Settecamini, l’Opera di Roma lancia un messaggio potente: la musica non ha confini e la sua magia è un patrimonio da condividere, soprattutto nel calore delle festività.

Martina Moretti

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