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Harding e Trifonov, un dialogo tra giganti a Santa Cecilia: Brahms e Dvořák in concerto prima del tour europeo

Un’attesa febbrile circonda la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica per tre serate, dal 12 al 14 marzo, che si preannunciano memorabili. Sul palco saliranno due fuoriclasse assoluti della scena musicale internazionale: il nuovo Direttore Musicale dell’Accademia, Daniel Harding, e il pianista-fenomeno Daniil Trifonov. Un incontro al vertice che non solo regalerà al pubblico romano un programma di straordinaria densità emotiva, ma che servirà anche da prestigiosa anteprima per l’imminente tournée europea dell’Orchestra ceciliana.

Il cuore pulsante della serata sarà il Concerto per pianoforte n. 2 di Johannes Brahms, affidato alle mani magistrali di Trifonov. Più che un concerto, una vera e propria sinfonia con pianoforte obbligato, un’opera monumentale che richiede all’interprete non solo una tecnica d’acciaio, ma anche una profondità di pensiero abissale. E chi meglio di Trifonov, artista che ha fatto della sua ricerca quasi ascetica della “verità” musicale il proprio marchio di fabbrica? Lontano da ogni vuoto esibizionismo, il pianista russo, vincitore di un Grammy e acclamato sin dal suo debutto romano nel 2012, si avvicina alla tastiera con un approccio meditativo, trasformando ogni esecuzione in un’esperienza spirituale. La sua interpretazione promette di scavare nelle pieghe più intime della cattedrale sonora eretta da Brahms in un momento di piena maturità artistica.

A guidare il dialogo tra il solista e l’Orchestra sarà la bacchetta di Daniel Harding, che con questo concerto consolida il suo legame con la compagine romana in vista del suo insediamento ufficiale. La sua lettura si estenderà poi alla seconda parte del programma, dedicata alla Sinfonia n. 7 di Antonín Dvořák. La scelta non è casuale, ma crea un “filo rosso” che lega l’intera serata. La Settima Sinfonia è infatti l’omaggio più sentito e potente di Dvořák al suo mentore e amico Brahms. In quest’opera, il compositore boemo fonde il rigore formale appreso dal maestro tedesco con l’incontenibile slancio melodico e i colori vibranti della sua terra natia, creando un capolavoro di drammaticità e lirismo.

Queste tre date romane assumono un significato ancora più speciale se si considera ciò che seguirà. Subito dopo, infatti, Harding, Trifonov e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia porteranno questo stesso programma sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa: il 16 marzo a Budapest, il 17 a Vienna, il 19 a Monaco e il 21 ad Amburgo. Un tour che conferma il ruolo di ambasciatrice della cultura italiana nel mondo per l’istituzione romana. Per il pubblico della Capitale, dunque, un’occasione imperdibile per assistere a un evento di caratura internazionale, un dialogo a più voci – tra solista e direttore, tra orchestra e partitura, e tra due giganti della storia della musica come Brahms e Dvořák. Per chi non potesse essere presente, il concerto del 13 marzo offrirà comunque la possibilità di partecipare, grazie alla diretta su Rai Radio3.

Martina Moretti

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