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Addio a Michelangelo Zurletti, per quarant’anni anima del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

Il mondo della lirica italiana perde una delle sue figure più autorevoli e discrete. Michelangelo Zurletti, musicologo, critico musicale e giornalista, si è spento nella notte tra il 29 e il 30 marzo all’età di 89 anni. Per oltre quarant’anni ha guidato il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto, contribuendo in modo decisivo a plasmare l’identità di un’istituzione che ha formato generazioni di cantanti lirici.

Una vita tra critica, didattica e palcoscenico

Nato a Saluzzo nel 1937, Zurletti incarnava quella rara combinazione di rigore intellettuale e passione musicale che ha caratterizzato la grande critica italiana del Novecento. Laureato in Lettere con indirizzo in Storia della Musica alla Sapienza di Roma e diplomato in pianoforte al Conservatorio di Pescara, completò la formazione con studi in regia del suono e regia teatrale lirica al Conservatorio di Santa Cecilia. Critico musicale de la Repubblica sin dal primo numero del quotidiano, collaboratore di Amadeus e della rivista L’Opera, Zurletti seppe coniugare l’attività giornalistica con un impegno didattico costante nei conservatori di Perugia, Pesaro e Roma e all’Università di Macerata.

Lo Sperimentale: la sua creatura

Ma è al Teatro Lirico Sperimentale che Zurletti ha lasciato l’impronta più profonda. Sotto la sua guida, l’istituzione spoletina è diventata il più importante laboratorio italiano per la formazione dei giovani cantanti lirici, un luogo dove il talento grezzo si trasforma in arte compiuta. «Oggi è un giorno triste per il Teatro Lirico Sperimentale che perde una sua storica figura di riferimento, che ne ha segnato l’identità per oltre 40 anni — ha dichiarato il direttore artistico Enrico Girardi —. Michelangelo è stato un uomo retto, colto, elegante e appassionato. E con le sue idee ha dato forma alla nostra istituzione».

Un’eredità che vive nel repertorio e nei giovani

La visione di Zurletti non si limitava alla formazione: attraverso il rinnovamento del repertorio e l’attenzione alla musica contemporanea, ha fatto dello Sperimentale un ponte tra tradizione e innovazione. Fu tra i fondatori della rivista Auditorium e fece parte del comitato direttivo di Musica/Realtà, contribuendo al dibattito musicologico italiano con la stessa lucidità che portava sul palcoscenico. Le esequie si terranno martedì 31 marzo alle ore 15 presso la Chiesa di Santa Maria Assunta a Bonate Sopra, in provincia di Bergamo. Con lui se ne va un pezzo di storia della lirica italiana, ma resta l’eredità di un’istituzione che continua a dare voce ai talenti di domani.

Martina Moretti

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