Recentemente nominato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Michele Mariotti è tornato a Bologna per un concerto pasquale della stagione sinfonica del Teatro Comunale, di cui è stato Direttore Principale dal 2008 al 2014 e poi Direttore musicale fino al 2018. Sabato 4 aprile, alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, ha diretto l’orchestra felsinea in un programma che affiancava tre pagine wagneriane al Concerto per pianoforte di Schumann, con il pianista Federico Colli come solista.
Tre gioielli wagneriani per il Venerdì Santo
Il programma ha preso le mosse dal Preludio dal primo atto del Lohengrin — opera la cui prima rappresentazione bolognese, nel 1871, rimase storica al punto da richiamare Giuseppe Verdi in platea — per proseguire con l’“Incantesimo del Venerdì Santo” dal Parsifal, pagina in cui il protagonista contempla il risveglio della natura all’arrivo della primavera. «Mi svegliai per la prima volta con il sole il mattino del Venerdì Santo — raccontava Wagner — e mi ricordai come il Venerdì Santo mi aveva colpito con tanta solennità nel Parzival di Wolfram von Eschenbach». A chiudere il trittico wagneriano il “Preludio e morte di Isotta” dal Tristan und Isolde, dove Amore e Morte si intrecciano in un abbraccio di rara potenza emotiva.
Colli e il Concerto di Schumann: musica da camera amplificata
Il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 di Robert Schumann nacque nel 1841 come Fantasia in un solo movimento, per essere poi trasformato in Concerto nel 1845. Il tema d’apertura richiama, attraverso il sistema di notazione tedesco, il nome di Clara Wieck, la donna amata. Schumann non sviluppò l’opera seguendo la tradizionale dinamica antagonistica tra solista e orchestra, ma volle che tutto suonasse come «musica da camera amplificata». Franz Liszt ironizzò che, dopo aver scritto un Concerto senza orchestra, ne avesse scritto anche uno senza solista.
Federico Colli, definito da Gramophone «uno dei pensatori più originali della sua generazione», è vincitore del Primo Premio al Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e del Primo Premio con Medaglia d’Oro al Concorso Leeds nel 2012. Si è esibito al Musikverein di Vienna, al Konzerthaus di Berlino, al Gewandhaus di Lipsia e al Concertgebouw di Amsterdam.
Mariotti: un legame che non si spezza
Michele Mariotti è oggi Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, collaborazione riconfermata fino a ottobre 2030. Il suo ritorno a Bologna, nella città che ha segnato la prima fase della sua maturità direttoriale, conferma un legame artistico profondo con l’orchestra e il pubblico felsinei. Un concerto pasquale che ha saputo intrecciare spiritualità, dramma e intima poesia in un programma di rara coerenza.
