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Meli e Salsi al Teatro Petrarca: una serata verdiana nel segno della grande voce italiana

Sarà una delle serate più attese della primavera lirica italiana. Lunedì 27 aprile alle ore 20, il Teatro Petrarca di Arezzo ospiterà Grandi voci al Petrarca, un recital concepito come un viaggio nell’universo verdiano attraverso le voci di due protagonisti assoluti del panorama operistico mondiale: il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi, accompagnati al pianoforte dal maestro Nelson Calzi. L’evento si inserisce nel programma della quinta edizione della Stagione Concertistica Aretina, organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo sotto la direzione artistica di Giovanni Andrea Zanon.

Un programma costruito sui vertici del teatro verdiano

Il cuore della serata batte sulle pagine più incandescenti del repertorio verdiano, scelte con un criterio drammaturgico preciso: fotografare il rapporto fra tenore e baritono nel teatro del cigno di Busseto, quel dialogo fra lirismo e autorità che ha trovato in Verdi il suo più alto interprete.

Si apre con Don Carlo: Meli darà voce all’aria del principe spagnolo “Io la vidi e al suo sorriso”, cui seguirà il grande duetto dell’amicizia “È lui!… desso… l’Infante!”, uno dei momenti più toccanti dell’opera, e l’addio di Rodrigo “Son io, mio Carlo… Per me giunto è il dì supremo… Io morrò ma lieto in core”, vertice assoluto della scrittura verdiana per baritono.

A offrire una parentesi di respiro pianistico sarà Nelson Calzi con Widmung di Franz Liszt, trascrizione dal celebre Lied di Schumann che apre la seconda parte del recital, dedicata a La forza del destino. Qui Meli affronterà l’aria di Alvaro “La vita è inferno all’infelice… O tu che in seno agli angeli”, Salsi si misurerà con il monologo di Don Carlo di Vargas “Morir!… tremenda cosa!… Urna fatale del mio destino”, per culminare nel duetto “Invano Alvaro ti celasti al mondo”, uno dei confronti più serrati della drammaturgia verdiana.

Il virtuosismo di Liszt come contrappunto

Il recital prevede un ulteriore momento lisztiano di grande impatto: la Rigoletto. Paraphrase de concert S 434, pagina virtuosistica che Liszt costruisce sul celebre quartetto verdiano dell’ultimo atto, trasformandola in una sorta di piccolo poema pianistico. Una scelta che apparecchia il gran finale, dedicato a Otello, con la scena culminante del secondo atto “Non pensateci più… Ora e per sempre addio… Era la notte… Sì, pel ciel”. Una delle pagine più travolgenti mai scritte per tenore e baritono, fra giuramento di vendetta e lacerazione interiore.

Francesco Meli, tenore verdiano di riferimento

Insignito della Croce di San Giorgio, Francesco Meli è oggi uno dei tenori più richiesti a livello mondiale. Dopo il debutto giovanissimo al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha costruito una carriera che lo ha portato stabilmente al Teatro alla Scala, dove collabora da oltre vent’anni, e sui principali palcoscenici internazionali. Ha affrontato oltre cinquanta ruoli con direttori come Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Daniele Gatti e Antonio Pappano. La sua vocalità elegante e luminosa, capace di coniugare fraseggio e squillo, lo ha reso uno degli interpreti di riferimento del repertorio lirico italiano.

Luca Salsi, baritono fra i massimi della scena contemporanea

Formatosi al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, Luca Salsi è oggi riconosciuto come uno dei massimi baritoni verdiani in attività, acclamato per la potenza e la raffinatezza del timbro. Si esibisce regolarmente al Metropolitan di New York, alla Royal Opera House, al Teatro alla Scala e al Festival di Salisburgo, interpretando i ruoli iconici del teatro di Verdi: Macbeth, Rigoletto, Nabucco, Simon Boccanegra. La sua aderenza stilistica alla tradizione belcantistica italiana ne fa un partner ideale per un programma come quello aretino.

Nelson Calzi, il pianoforte che conosce la voce

Al pianoforte ci sarà Nelson Calzi, maestro accompagnatore fra i più stimati nel repertorio vocale e operistico. Da oltre venticinque anni al Teatro alla Scala, dove ha partecipato alla preparazione di più di cento titoli, ha collaborato con alcune delle più grandi voci della tradizione lirica italiana. La sua profonda conoscenza del repertorio e la sensibilità nel dialogo con i cantanti lo rendono partner privilegiato per serate che chiedono, più che un semplice accompagnamento, una vera lettura condivisa delle partiture.

Un appuntamento, quello di Arezzo, che conferma il ruolo della Stagione Concertistica Aretina come uno dei cartelloni più attenti alla qualità vocale in Italia. Per informazioni: fondazioneguidodarezzo.com.

Martina Moretti

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