Il Roméo et Juliette di Charles Gounod debutta per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma. Dal 28 aprile al 6 maggio 2026 il Costanzi ospita il titolo in cinque atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, in un nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco, al suo debutto al lirico capitolino. Sul podio Daniel Oren, Maestro del Coro Ciro Visco. La prima rappresentazione, martedì 28 aprile alle ore 20, sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3.
Una collaborazione triennale con il Teatro di Roma
Grande classico del repertorio francese, questa produzione inaugura un triennio di cooperazione fra l’Opera di Roma e il Teatro di Roma, di cui De Fusco è attualmente direttore artistico. Un’intesa istituzionale che promette di intrecciare le due anime della scena capitolina — quella lirica e quella di prosa — su progetti di respiro ampio, a partire proprio dall’Ottocento francese riletto in chiave cinematografica.
Il cinema degli anni ’40 come metafora della tragedia
De Fusco immagina la contrapposizione tra Capuleti e Montecchi dentro un film in bianco e nero degli anni Quaranta, in cui gli unici personaggi portatori di vita — in contrapposizione ai toni scuri della morte — sono proprio i due protagonisti. Proiezioni video sulla scena animano sogni, ricordi e immaginazione della coppia di celebri amanti, in uno spazio in continua trasformazione, dove le figure di Romeo e Giulietta si muovono in una dimensione fortemente simbolica.
«Come rileggere oggi quest’opera in modo da rendere ancora vivo il mito? Ho pensato all’ultima volta che la morte ha popolato il nostro mondo in modo sistematico, ovvero alla Seconda guerra mondiale. Se avessi scelto questa strada avrei potuto trovare ispirazione anche nelle guerre che oggi purtroppo ci circondano. Ho invece scelto di percorrere la via della metafora che vede i due protagonisti circondati da una folla di spettri in bianco e nero, lasciando soltanto a loro la vivacità del colore. Come se Romeo e Giulietta fossero gli unici a essere vivi, circondati da un mondo di morti.»
Scene e costumi sono firmati da Marta Crisolini Malatesta, le luci da Gigi Saccomandi, i video da Alessandro Papa, i movimenti coreografici da Alessandra Panzavolta. Regista di lirica e prosa fra i più autorevoli del panorama italiano, De Fusco ha guidato nella sua carriera lo Stabile del Veneto, il Teatro Nazionale di Napoli, il Napoli Teatro Festival e lo Stabile di Catania, e ha firmato allestimenti al San Carlo di Napoli, alla Fenice, al Massimo di Palermo e all’Arena di Verona.
Daniel Oren e l’intimità psicologica di Gounod
Sul versante musicale, Daniel Oren riporta al Costanzi — dopo aver guidato negli ultimi anni l’Orchestra dell’Opera di Roma in Otello (2024) e Pagliacci (2023) — una delle sue riletture più attese.
«Un’opera dalla drammaturgia intima e psicologica, in cui il lirismo della linea di canto si fonde con una scrittura orchestrale elegante e mai eccessiva. Il compositore traduce in musica ogni sfumatura emotiva dei protagonisti, passando dall’innocenza giovanile — spesso espressa con un registro medio-alto, luminoso — all’estasi amorosa fino alla tragedia finale, con una scrittura vocale di straordinaria intensità espressiva.»
Così lo stesso Oren inquadra la partitura: un equilibrio delicato fra introspezione psicologica e slancio lirico, che richiede a orchestra e cantanti la capacità di modulare continuamente fra sussurro e proclama.
Un cast internazionale, fra veterani e artisti in ascesa
Nei panni di Juliette ci sarà Nino Machaidze, soprano georgiano affermatosi a livello internazionale dopo il debutto nel 2008 al Festival di Salisburgo proprio nel ruolo di Juliette. Torna al lirico capitolino dopo la Giovanna d’Arco verdiana del 2021 e i Pagliacci del 2023. Si alterna con lei, nelle recite del 2 e 5 maggio, Vannina Santoni.
Roméo è Vittorio Grigolo, che indossa nuovamente i panni dell’eroe di Gounod, un ruolo cui ha dato voce alla Scala nel 2011 e al Met nel 2017. Per l’Opera di Roma è già stato, fra gli altri, Cavaradossi in Tosca, Alfredo nella Traviata e Nemorino nell’Elisir d’amore. Si alterna con lui, il 2 e il 5 maggio, Duke Kim.
Accanto ai protagonisti, un ensemble in cui si distinguono Nicolas Courjal (doppio ruolo di Frère Laurent e Le Duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Christian Senn (Capulet), Valerio Borgioni (Tybalt), Géraldine Chauvet (Gertrude), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio) e, dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma, Alejo Álvarez Castillo nei panni di Pâris.
Calendario delle recite
Dopo la prima di martedì 28 aprile alle 20 (in diretta su Rai Radio3), le repliche sono in programma giovedì 30 aprile alle 20, sabato 2 maggio alle 18, domenica 3 maggio alle 16.30, martedì 5 maggio alle 20 e mercoledì 6 maggio alle 20. Info e biglietti su operaroma.it e al Botteghino del Teatro.
