Prosegue il percorso internazionale di Concetto Armonico APS e del Festival Vicenza in Lirica, che il 6 maggio sono tornati ad Ankara con un nuovo concerto al Teatro dell’Opera e Balletto di Stato, frutto di una collaborazione ormai triennale tra l’organizzazione veneta, l’Ambasciata d’Italia in Turchia e la Fondazione Musicale Sevda-Cenap And.
Sul palcoscenico ankariota è andata in scena Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, in forma di concerto con accompagnamento pianistico. Una produzione che nasce direttamente dall’esperienza artistica del Festival, ospitato ogni anno al Teatro Olimpico di Vicenza, patrimonio mondiale UNESCO.
Giovani voci dal Concorso Tullio Serafin
Protagonisti della serata sono stati ancora una volta i giovani artisti premiati al Concorso Lirico Internazionale Tullio Serafin, iniziativa ideata e organizzata da Concetto Armonico in memoria del grande direttore d’orchestra italiano del Novecento, figura centrale nella storia del melodramma italiano. Sul palco di Ankara: Erica Artina nel ruolo della Contessa Almaviva, Claudia Mavilia come Susanna, Ignas Melnikas nei panni di Figaro, Said Gobechiya come Conte Almaviva, Elisabetta Ricci nel ruolo di Cherubino, Huigang Liu in Bartolo e Antonio e Giovanni Petrini in Don Basilio. Al pianoforte Marcos Madrigal, collaboratore artistico stabile del festival e pianista di carriera internazionale.
La direzione artistica del progetto è di Andrea Castello, direttore artistico del Festival Vicenza in Lirica e presidente di Concetto Armonico APS e dell’Archivio Storico Tullio Serafin.
Diplomazia culturale e formazione internazionale
L’iniziativa rinnova un legame tra la realtà veneta e il sistema diplomatico italiano in Turchia che, ormai consolidato nel tempo, fa di Ankara una piazza ricorrente per la promozione della tradizione lirica italiana all’estero. Per i giovani interpreti, il palcoscenico dell’Opera di Stato turco rappresenta un’occasione di confronto con un pubblico internazionale e una tappa significativa di crescita professionale, in linea con il modello formativo che il Festival ha sviluppato negli anni a partire dal Concorso Serafin.
L’esportazione di un titolo come Le nozze di Figaro, in forma di concerto e con un cast giovane, mostra anche un modo concreto di costruire diplomazia culturale: portare repertorio italiano fuori dai confini con interpreti agli inizi della carriera, costruendo al tempo stesso reti istituzionali e percorsi professionali. Una formula che il Festival vicentino sta replicando con una continuità che, nel panorama italiano, non ha molti paragoni.
