Nel centenario della nascita di Hans Werner Henze (1926-2026), il Teatro dell’Opera di Roma dedica al grande compositore tedesco una sezione monografica al Teatro Nazionale, dal 15 al 21 maggio, con due partiture profondamente intrecciate alla letteratura cubana e alla figura dello scrittore-etnologo Miguel Barnet. In scena El Cimarrón, biografia in forma di recital sulla vita di un ex schiavo fuggitivo, e La piccola cubana, vaudeville in cinque scene presentato per la prima volta in Italia nella versione firmata da Michael Kerstan. Entrambi i titoli — in tedesco con sovratitoli in italiano e inglese — sono proposti in un nuovo allestimento del lirico capitolino con la regia dello stesso Kerstan e la direzione di Roland Böer.
Henze al Teatro dell’Opera di Roma
Il rapporto fra il Costanzi e l’autore tedesco non è mai stato episodico. Negli anni il teatro romano ha allestito titoli centrali del suo catalogo: da Boulevard Solitude (1953/54) al Giovane lord (1965/66), passando per Pollicino (2003/04) fino a The Bassarids, scelto come spettacolo inaugurale della stagione 2015/16 con la direzione di Stefan Soltész e la regia di Mario Martone — produzione che si aggiudicò il Premio Abbiati. Il doppio appuntamento al Nazionale conferma una linea editoriale che ha intercettato a più riprese i nodi più politici e civili del teatro musicale di Henze.
La piccola cubana: il debutto italiano
Vaudeville in cinque scene su libretto di Hans Magnus Enzensberger, La piccola cubana trae ispirazione dal romanzo-testimonianza Canción de Rachel pubblicato da Miguel Barnet a Cuba nel 1969: la biografia romanzata della cantante e ballerina Elsa Borges, in arte Rachel. Henze ne aveva composto la prima versione, La Cubana oder Ein Lebenslauf, fra il 1973 e il 1974, pensandola come «Television opera» per il canale newyorkese WNET Channel 13, che la trasmise nel 1974. Una versione teatrale arrivò al Volkstheater di Rostock nel 1981; nel 2022 la Staatsoper Unter den Linden di Berlino presentò una nuova riduzione cameristica firmata da Jobst Liebrecht, storico assistente del compositore.
L’edizione che debutta a Roma è un nuovo allestimento interpretato dall’El Cimarrón-Ensemble & Friends. Sul palco le attrici Jeannine Hirzel e Johanne Dähler nei ruoli di Rachel e Ofelia; in scena anche il soprano Flávia Stricker, il mezzosoprano Julia Deit-Ferrand, il tenore Stuart Patterson e il baritono Robert Koller. Costumi di Christine Knoll, sound design di André Lammel.
El Cimarrón, una biografia sonora
Presentato per la prima volta nel 1970 all’Aldeburgh Festival e successivamente al Festival di Berlino con Henze stesso sul podio, El Cimarrón è un recital per quattro musicisti che mette in voce la vita di Esteban Montejo, ex schiavo nato nel 1860, raccontata in prima persona nella raccolta di memorie pubblicata da Miguel Barnet: il cimarrón, lo schiavo fuggitivo nei boschi, attraversa la fine della schiavitù, la Guerra d’Indipendenza cubana e la nascita della Repubblica. Il libretto rielabora quel testo nella traduzione e nell’adattamento di Enzensberger.
Il baritono Robert Koller è il protagonista; con lui in scena Christina Schorn-Mancinelli alla chitarra, Ivan Mancinelli alle percussioni e Camilla Hoitenga al flauto: insieme a Michael Kerstan formano l’El Cimarrón-Ensemble, che porta in tournée la partitura da venticinque anni in Europa e negli Stati Uniti — nel 2023 anche alla Wigmore Hall di Londra.
Una poetica fra Caraibi ed Europa
I due titoli mettono a fuoco temi ricorrenti nella ricerca di Henze: la responsabilità sociale dell’arte, il valore della libertà, il riconoscimento identitario, l’incontro fra la tradizione strumentale europea e i timbri di area caraibica e afroamericana. È un teatro politico che attraversa il Novecento musicale senza compromessi e che dialoga con la letteratura latinoamericana di testimonianza.
I protagonisti del progetto
Michael Kerstan, drammaturgo, regista e saggista, presiede la Fondazione Hans Werner Henze: per anni assistente personale del compositore, nel 2008 firmò al Maggio Musicale Fiorentino la prima italiana di Phaedra. Roland Böer, alla guida dell’Opera di Francoforte dal 2002 al 2008, ha diretto orchestre del calibro della London Symphony, della Filarmonica della Scala e dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, ed è stato direttore musicale del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano dal 2009 al 2020.
Calendario delle recite
Prima rappresentazione venerdì 15 maggio alle 20.00 con La piccola cubana; a seguire El Cimarrón domenica 17 e mercoledì 20 maggio alle 20.00; chiusura giovedì 21 maggio alle 20.00 nuovamente con La piccola cubana. La programmazione del Teatro Nazionale prosegue il 29 maggio con Verdi legge Verdi, monologo di Massimiliano Finazzer Flory accompagnato al pianoforte da Asako Watanabe e dal soprano Elisa Maffi, e dal 21 al 25 ottobre con La vita nuda di Matteo D’Amico, liberamente ispirato a Pirandello, regia di Cecilia Ligorio.
Info e biglietti su operaroma.it e al Botteghino del Teatro dell’Opera.
