È una delle opere più luminose di Donizetti, ma per chi la porta in scena può diventare soprattutto una scuola di mestiere. Il Progetto Accademia del Teatro alla Scala festeggia la sua venticinquesima edizione con una nuova produzione di L’elisir d’amore: sul podio c’è Marco Alibrando, la regia è di Maria Mauti, e protagonisti sono i giovani artisti formati dall’Accademia scaligera.
Le recite al Piermarini sono iniziate il 5 settembre e si concludono il 16 settembre 2026. Alla data di pubblicazione, gli ultimi due appuntamenti – lunedì 14 e mercoledì 16 settembre alle 20 – risultano esauriti sulla pagina ufficiale del teatro. È un dato che racconta l’interesse per un progetto che, da un quarto di secolo, mette insieme palcoscenico, orchestra, canto e tutti i mestieri della produzione.
Una nuova produzione costruita per i giovani
La nuova messinscena nasce per poter parlare anche a un pubblico più giovane. Maria Mauti firma la regia; scene di Marco Rossi, costumi di Nicoletta Ceccolini, luci di Peter van Praet e movimenti coreografici di Stefania Ballone completano il team creativo. Prima di ogni recita, un’ora prima dell’inizio, Raffaele Mellace introduce l’opera: un invito a entrare nella storia di Nemorino e Adina con qualche chiave d’ascolto in più.
La distribuzione alterna i ruoli principali. Il 14 settembre sono annunciati Sabrina Sanza come Adina, Cristóbal Campos Marin come Nemorino, Geunhwa Lee come Belcore, Misha Kiria come Dulcamara e Aigerim Altynbek come Giannetta. Per la chiusura del 16 settembre il cast prevede Noemi Muschetti, Zizhao Chen, Chao Liu, Misha Kiria e Saori Sugiyama. Un’alternanza che è parte stessa dell’esperienza formativa: una produzione vera, con la responsabilità di una sala piena.
Venticinque anni di Progetto Accademia
Il progetto riunisce allievi e diplomati delle diverse aree dell’Accademia: cantanti, orchestrali, professori dell’Orchestra dell’Accademia e figure tecniche e creative coinvolte nello spettacolo. In L’elisir d’amore la leggerezza della commedia non semplifica il lavoro: tempi teatrali, fraseggio, concertazione e presenza scenica chiedono precisione, soprattutto quando l’opera deve arrivare con naturalezza anche a chi la scopre per la prima volta.
Per la Scala è anche un modo di collegare la propria attività di formazione alla città e al pubblico. Chi cerca informazioni pratiche sul teatro può consultare la nostra guida alla Scala di Milano; per ritrovare l’opera fuori dalla sala, invece, abbiamo raccolto alcune edizioni nella guida «L’elisir d’amore» in streaming.
Da Milano a Rimini
Il percorso non si ferma alle recite milanesi. Il 27 settembre l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala e alcuni giovani solisti porteranno l’opera al Teatro Galli di Rimini in forma di concerto, ancora con Marco Alibrando. È un seguito coerente con lo spirito dell’iniziativa: far crescere un gruppo di artisti attraverso un titolo popolare, ma musicalmente esigente, e accompagnarlo oltre il debutto.
Per ora Milano saluta l’ultima parte della produzione con il tutto esaurito. L’elisir miracoloso di Dulcamara resterà una finzione del palcoscenico; la cosa concreta è che, da venticinque anni, il Progetto Accademia offre a tanti giovani la prima occasione di dimostrare quanto sanno fare davanti al pubblico.
