Pochi miti hanno attraversato i secoli con la stessa forza dirompente di quello di Edipo, l’uomo destinato a uccidere il padre e a sposare la madre, accecato da una verità che non riesce a vedere. Ma quella tragedia, cristallizzata da Sofocle, ci riguarda ancora oggi? Siamo noi, Edipo? Questa è la domanda potente e provocatoria che il Teatro Comunale di Bologna pone al suo pubblico con un appuntamento speciale della rassegna “In Controluce”, preludio all’attesa messa in scena dell’opera-oratorio *Oedipus Rex* di Igor Stravinskij.
Mercoledì 1° ottobre, l’Auditorium Manzoni si trasformerà in un’arena intellettuale dove tre discipline si incontreranno per scandagliare il capolavoro stravinskiano. A guidare il pubblico in questo viaggio interdisciplinare saranno tre voci d’eccezione: la classicista Laura Pepe, per risalire alle radici greche del mito e della sua struttura tragica; lo storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa, per contestualizzare l’opera nell’effervescente clima artistico parigino del primo dopoguerra; e, con un intervento straordinario, lo psichiatra e psicoanalista Stefano Bolognini, per esplorare le profonde risonanze psicologiche che hanno reso Edipo l’emblema della ricerca di senso del Novecento.
Composto su libretto di Jean Cocteau e tradotto in un latino ieratico e universale, *Oedipus Rex* rappresenta una delle vette del neoclassicismo di Stravinskij. In un’epoca dominata dalle avanguardie, da Picasso a De Chirico, il compositore russo si volge all’antico non per una sterile imitazione, ma per forgiare un linguaggio musicale nuovo, scultoreo e implacabile come il Fato che governa la vicenda. La musica di Stravinskij non descrive, ma scolpisce il dramma, trasformando la tragedia personale di Edipo in un rito collettivo e atemporale.
L’incontro “Edipo, siamo noi?” promette dunque di andare oltre la semplice introduzione all’ascolto, offrendo una stratigrafia culturale dell’opera. Si analizzerà il mito come archetipo, l’opera come specchio di un’epoca di rotture e ricostruzioni, e il personaggio come simbolo della condizione umana, intrappolato tra inconsapevolezza e la ricerca fatale della verità.
Questo prezioso approfondimento prepara il terreno per l’evento principale: le rappresentazioni di *Oedipus Rex* in programma al Comunale Nouveau dal 7 al 12 ottobre. Un allestimento che si preannuncia di grande impatto, con la bacchetta della direttrice ucraina Oksana Lyniv e la visione registica di un maestro del teatro italiano come Gabriele Lavia, che presterà anche la sua voce iconica al ruolo del Narratore. Un’occasione imperdibile per il pubblico bolognese di arrivare alla prima non solo da spettatori, ma da interlocutori consapevoli di un’opera che, a quasi un secolo dalla sua creazione, non ha smesso di interrogarci.
