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Santa Cecilia, una settimana a due volti: il Barocco filologico di Minkowski e il fenomeno Yunchan Lim con Harding

L’autunno romano si accende di fuochi musicali di rara intensità all’Auditorium Parco della Musica, dove l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone una settimana che è un vero e proprio viaggio attraverso secoli di storia della musica. Dal rigore filologico del Barocco europeo alla magniloquenza tardo-romantica, passando per un astro nascente del pianismo mondiale, il cartellone di metà novembre offre due appuntamenti imperdibili e quasi antitetici, uniti da un unico comune denominatore: l’eccellenza assoluta.

Si inizia mercoledì 12 novembre in Sala Sinopoli con un evento attesissimo dagli amanti della musica antica. Dopo sei anni di assenza, torna a Roma Marc Minkowski, uno dei sommi sacerdoti dell’interpretazione storicamente informata, alla testa della sua creatura, l’ensemble Les Musiciens du Louvre. Il programma è un monumento del repertorio: i sei *Concerti Grossi, op. 3* di Georg Friedrich Händel. Lontano dall’essere un semplice esercizio accademico, questo concerto rappresenta un’immersione totale nel suono e nello spirito dell’epoca. Minkowski e i suoi musicisti, che hanno contribuito in modo decisivo alla riscoperta mondiale di Händel, promettono una lettura vibrante e vitale, capace di svelare la modernità di una scrittura che fondeva il rigore tedesco con la cantabilità italiana di matrice corelliana. Un’occasione unica per ascoltare queste gemme in una prospettiva che ne esalta la varietà timbrica e la genialità strutturale.

Appena 24 ore dopo, l’atmosfera cambia radicalmente. La Sala Santa Cecilia si prepara ad accogliere un evento che ha già il sapore della storia. Sul podio dell’Orchestra dell’Accademia salirà il suo nuovo Direttore Musicale, Daniel Harding, per un concerto che vedrà il debutto di Yunchan Lim, il pianista sudcoreano che a soli 18 anni ha scioccato il mondo vincendo il Concorso Van Cliburn. Non si tratta solo di un giovane talento, ma di un vero e proprio fenomeno mediatico e artistico, la cui esecuzione di Rachmaninoff al concorso ha superato i 18 milioni di visualizzazioni su YouTube, trasformandolo in una star globale.

Il programma, che verrà replicato il 14 e 15 novembre, sembra cucito su misura per esaltare tanto la maturità di Harding quanto il virtuosismo di Lim. Si parte con l’impeto drammatico dell’*Ouverture* da *Les vêpres siciliennes* di Verdi, un concentrato di furore e lirismo teatrale. Subito dopo, i riflettori saranno tutti per Yunchan Lim, impegnato nel *Concerto in sol* di Ravel, un capolavoro di eleganza, ironia e influenze jazzistiche di cui quest’anno si celebrano i 150 anni dalla nascita del compositore. La seconda parte è affidata alla maestosa e struggente *Sinfonia n. 2* di Rachmaninoff, un affresco tardo-romantico dalle melodie sconfinate che metterà in luce la sintonia tra Harding e la sua nuova orchestra.

Questi concerti romani assumono un valore ancora maggiore se si considera che fungeranno da splendida “prova generale” per l’imminente tournée in Asia, che vedrà l’Orchestra di Santa Cecilia, Harding e lo stesso Lim esibirsi a Hong Kong, Taiwan, Cina e Corea del Sud. Un doppio appuntamento che non solo celebra maestri consacrati e scopre i giganti del futuro, ma che riconferma la vocazione internazionale di una delle nostre più prestigiose istituzioni musicali.

Martina Moretti

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