Il mondo della musica classica vive di momenti speciali, di alchimie artistiche che lasciano il segno nel cuore e nella memoria degli ascoltatori. Una di queste è senza dubbio quella tra il direttore d’orchestra Alpesh Chauhan e la violinista Simone Lamsma, la cui ultima esibizione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, nel marzo 2024, è ancora viva nel ricordo del pubblico torinese come un’autentica rivelazione.
Ora, l’attesa è finita. L’acclamata coppia artistica torna a calcare il palco dell’Auditorium Rai \”Arturo Toscanini\” di Torino per un doppio appuntamento, giovedì 13 e venerdì 14 novembre. Un ritorno che promette di rinnovare quella stessa magia, confermando un sodalizio che si fonda su una profonda intesa musicale e un eccezionale livello tecnico. Chauhan, già bacchetta principale della Filarmonica Toscanini e oggi figura chiave alla guida della Birmingham Opera Company e dei Düsseldorfer Symphoniker, è un direttore che unisce rigore analitico a una passionalità trascinante. Al suo fianco, Simone Lamsma, artista di caratura mondiale, contesa dalle più grandi orchestre internazionali, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Chicago Symphony, pronta a far nuovamente vibrare le corde del suo strumento con la sua inconfondibile personalità.
Il programma scelto per questa reunion è un viaggio affascinante che attraversa tre mondi sonori distinti ma legati da un filo rosso di intensa emotività. Si parte con le atmosfere romantiche e tempestose dell’ouverture *Le Ebridi* di Mendelssohn, una pagina che odora di salsedine e leggenda, ispirata dalla selvaggia bellezza della grotta di Fingal in Scozia.
Il cuore pulsante della serata sarà poi affidato al talento di Simone Lamsma, che affronterà l’impervio e commovente Concerto per violino e orchestra di Benjamin Britten. Scritto nel 1939, sull’orlo del baratro della Seconda Guerra Mondiale, questo concerto è una partitura di rara intensità, un dialogo serrato e a tratti drammatico tra il solista e l’orchestra, che richiede non solo un virtuosismo trascendentale ma anche una profonda capacità di introspezione. È la prova del nove per ogni grande violinista, e l’interpretazione di Lamsma è tra le più attese della stagione.
A chiudere il cerchio, un capolavoro assoluto del repertorio sinfonico: la Terza Sinfonia di Johannes Brahms. Un’opera magnifica e complessa, che oscilla tra impeto eroico e una struggente malinconia. È la sinfonia del celebre motto \”Frei aber froh\” (Libero ma felice), ma è soprattutto nota al grande pubblico per il suo poetico terzo movimento, quella melodia indimenticabile che il cinema ha reso immortale. Sotto la bacchetta di Chauhan, possiamo aspettarci una lettura che ne esalti tanto la grandiosità architettonica quanto l’intimità cameristica.
Questo concerto, trasmesso in diretta su Radio3 e in streaming su Rai Cultura, non è solo un evento di punta nel calendario sinfonico torinese, ma la celebrazione di un’affinità artistica rara e preziosa. Un’occasione imperdibile per assistere al dialogo tra due interpreti d’eccezione e un’orchestra in stato di grazia.
