Un ritorno carico di significato per il Teatro Comunale di Bologna. Sabato 4 aprile, alle ore 20.30, l’Auditorium Manzoni accoglie Michele Mariotti, recentemente nominato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, per un concerto pasquale che intreccia le atmosfere mistiche di Richard Wagner con il lirismo di Robert Schumann. Un legame speciale quello tra Mariotti e la compagine felsinea, di cui è stato Direttore Principale dal 2008 al 2014 e poi Direttore musicale fino al 2018.
Wagner: dal Lohengrin al Parsifal, la redenzione attraverso la musica
Il cuore wagneriano del programma abbraccia tre pagine di straordinaria intensità. Si parte dal Preludio del Lohengrin, opera la cui prima rappresentazione bolognese nel 1871, proprio al Comunale, richiamò persino Giuseppe Verdi. Segue l'”Incantesimo del Venerdì Santo” dal Parsifal, pagina in cui il protagonista contempla il risveglio della natura all’arrivo della primavera — una scelta programmatica perfetta per il periodo pasquale. Come Wagner stesso raccontò, l’ispirazione nacque in un mattino di Venerdì Santo: «Mi svegliai per la prima volta con il sole, il giardino verdeggiava, gli uccelli cantavano e potevo sedermi sulla terrazza per godere la calma tanto attesa».
A completare il trittico wagneriano, il “Preludio e morte di Isotta” dal Tristan und Isolde, dove Amore e Morte si fondono in uno dei momenti più sublimi dell’intera storia della musica.
Schumann e Federico Colli: un concerto nato dall’amore
La prima parte della serata è dedicata al Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 di Schumann, con il pianista Federico Colli come solista. Definito da Gramophone «uno dei pensatori più originali della sua generazione», Colli è vincitore del Primo Premio al Concorso “Mozart” di Salisburgo e della Medaglia d’Oro al Concorso “Leeds”. Il Concerto di Schumann, nato nel 1841 come Fantasia per pianoforte e orchestra, cela nel suo tema generatore un omaggio alla moglie Clara Wieck, il cui nome è cifrato attraverso il sistema di notazione tedesco. Un’opera che, rinunciando alla tradizionale dinamica antagonistica tra solista e orchestra, punta sulla dimensione della musica da camera amplificata — tanto che Franz Liszt ironizzò che, dopo aver scritto un Concerto senza orchestra, Schumann ne avesse scritto anche uno senza solista.
Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022, con collaborazione riconfermata fino al 2030, e insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, Michele Mariotti è oggi ospite dei principali teatri e festival internazionali, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, dall’Opéra di Parigi alla Royal Opera House di Londra.
I biglietti, da 15 a 45 euro, sono disponibili su Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale. Prima del concerto, l’introduzione all’ascolto “Note a margine” presso il foyer dell’Auditorium Manzoni.
