Una profonda meditazione sul dolore sacro, quello della Vergine davanti alla morte di Gesù: è lo Stabat Mater RV 621 di Antonio Vivaldi, al centro del Concerto di Pasqua dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. L’appuntamento, in programma venerdì 3 aprile alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, è stato trasmesso in diretta su Radio3 e la mattina di Pasqua su Rai5.
Vistoli: un controtenore tra i più autorevoli della sua generazione
A interpretare il capolavoro vivaldiano è il controtenore Carlo Vistoli, che lo ha anche recentemente inciso. Considerato uno dei controtenori più autorevoli della sua generazione, Vistoli ha costruito una carriera internazionale folgorante a partire dal debutto del 2012 in Dido & Aeneas. La sua ascesa è stata scandita da incontri determinanti con i grandi maestri della musica antica: William Christie (con Le Jardin des Voix nel 2015), John Eliot Gardiner e il sodalizio artistico con Cecilia Bartoli.
Tra i suoi riconoscimenti spiccano il Premio Abbiati 2023 come miglior cantante dell’anno, l’Helpmann Award in Australia e il premio come stella emergente della San Francisco Opera nel 2024. Protagonista nei maggiori teatri del mondo — dalla Scala alla Wiener Staatsoper, dall’Opera di Roma al Festival di Salisburgo e alla Royal Opera House — Vistoli si distingue per una versatilità che lo porta dal barocco di Vivaldi e Monteverdi alla musica contemporanea: lo scorso anno è stato tra i protagonisti della prima mondiale de Il nome della rosa di Francesco Filidei alla Scala.
Lo Stabat Mater: il più antico capolavoro sacro di Vivaldi
Composto nel 1712 per la Chiesa di Santa Maria della Pace di Brescia, lo Stabat Mater è il più antico lavoro sacro conservato di Vivaldi. Pagina di rara sensibilità e purezza spirituale, commuove ancora oggi per la capacità di tradurre in musica l’essenza stessa del dolore e della compassione. La scelta di affidarlo a un controtenore della statura di Vistoli restituisce alla partitura quella qualità di voce celestiale e androgina che Vivaldi aveva concepito per il registro di contralto.
Fratres di Pärt e la direzione di Mengoli
In apertura di serata, il giovane direttore Giuseppe Mengoli — classe 1993, formatosi come violinista nella Gustav Mahler Jugendorchester e nella Filarmonica Toscanini — propone Fratres di Arvo Pärt. Mistico del suono e ricercatore della trascendenza, Pärt ha dato vita a un universo sonoro dove semplicità e purezza si fondono in un’intensità rarissima. Fratres, la cui prima esecuzione si tenne a Riga nel 1977, è un brano di rigore minimale e potenza ipnotica, perfetto preludio al raccoglimento dello Stabat Mater vivaldiano.
La serata pasquale ha confermato il ruolo dell’Orchestra Rai come presidio culturale del servizio pubblico, capace di offrire al pubblico televisivo e radiofonico esperienze musicali di altissimo livello nel segno della tradizione sacra italiana.
