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Il debutto di Julia Hagen con l’Orchestra Rai: Elgar e Rachmaninov sotto la direzione di Orozco-Estrada

Vitalità, audacia interpretativa e calore comunicativo unite a una completa padronanza tecnica: sono le caratteristiche che hanno reso la violoncellista Julia Hagen una delle voci più luminose della sua generazione. Il suo debutto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 9 aprile alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino (replica venerdì 10), è stato trasmesso in diretta su Radio3 e poi in TV su Rai5.

L’ultimo capolavoro di Elgar

Per il suo debutto torinese, Hagen ha scelto il Concerto in mi minore per violoncello e orchestra op. 85 di Edward Elgar, composto nel 1919 e considerato il suo ultimo capolavoro, testamento spirituale che precede il silenzio creativo degli ultimi anni della sua vita. Nonostante l’insuccesso della prima esecuzione — dovuto alla scarsità di prove a disposizione — l’opera è oggi un pilastro del repertorio per la sua profondità tragica, culminante nell’intenso Adagio.

Classe 1995, Julia Hagen ha vinto nel 2024 il prestigioso UBS Young Artist Award, che l’ha portata al Festival di Lucerna come solista con i Wiener Philharmoniker diretti da Christian Thielemann. La sua carriera è scandita da collaborazioni con le istituzioni musicali più rinomate al mondo, dalla Cleveland Orchestra alle grandi compagini europee, e dalla presenza costante nei festival più esclusivi, come quello di Salisburgo.

Orozco-Estrada e la Seconda di Rachmaninov

Sul podio Andrés Orozco-Estrada, Direttore principale dell’OSN Rai. Nato a Medellín nel 1977, è stato a capo di compagini come l’Orchestra della Radio di Francoforte, i Wiener Symphoniker e la Houston Symphony. Dalla stagione 2025/2026 sarà Generalmusikdirektor della Città di Colonia, prendendo le redini della Gürzenich Orchestra e dell’Opera della città tedesca.

Nella seconda parte della serata, Orozco-Estrada ha proposto la Sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 di Sergej Rachmaninov, scritta tra il 1906 e il 1907. Contrariamente alla Prima Sinfonia, che fu un fiasco e portò l’autore a una crisi e a diversi anni di inattività, la Seconda riscosse un enorme successo alla prima esecuzione nel 1908 a San Pietroburgo, con Rachmaninov stesso sul podio. Un arco narrativo che dalla desolazione conduce al trionfo, perfetto specchio della resilienza del suo autore.

Martina Moretti

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