Dodicesima edizione, tre rarità donizettiane e una città interamente trasformata in festival: Bergamo torna capitale di Gaetano Donizetti dal 13 al 29 novembre 2026, data che coincide con il dies natalis del compositore. È la seconda edizione firmata da Riccardo Frizza come direttore artistico e musicale, ed è dedicata alla memoria di Gianandrea Gavazzeni nel trentennale della scomparsa – il direttore bergamasco al quale si deve l’impulso decisivo alla «Donizetti Renaissance».
Tre titoli rari, un unico laboratorio creativo
I tre titoli in cartellone – L’esule di Roma, Le convenienze ed inconvenienze teatrali e Alahor in Granata – nascono tutti fra il 1826 e il 1831, quando il giovane Donizetti lavorava stabilmente per i teatri del Regno delle Due Sicilie. È la stagione che precede e accompagna la svolta di Anna Bolena, a lungo considerata una fase di apprendistato all’ombra di Rossini e che il festival restituisce invece come un vero laboratorio sperimentale.
L’esule di Roma inaugura al Donizetti
Si parte venerdì 13 novembre alle 20 al Teatro Donizetti con L’esule di Roma, melodramma eroico in due atti su libretto di Domenico Gilardoni che Donizetti scrisse per il San Carlo di Napoli, dove debuttò il 1° gennaio 1828. La partitura arriva a Bergamo nell’edizione critica di Roger Parker e Ian Schofield per Casa Ricordi.
Sul podio dell’Orchestra Donizetti Opera il bergamasco Fabrizio Maria Carminati, che torna in città dopo oltre vent’anni; la regia è affidata alla tedesca Katharina Thoma, al suo debutto italiano. Il cast riunisce Lidia Fridman (Argelia), Sergey Romanovsky (Settimio) e Luca Pisaroni (Murena), affiancati da Marcelo Solís della Bottega Donizetti. La serata inaugurale è dedicata alla memoria di Antonino Fogliani, che avrebbe dovuto dirigere la produzione.
Le convenienze ed inconvenienze teatrali
La satira irresistibile del mondo teatrale debutta domenica 15 novembre al Teatro Donizetti nella versione del Teatro del Fondo del 1831. Repliche il 20 e il 28; anteprima under 30 giovedì 12.
Alahor in Granata al Teatro Sociale
Al Teatro Sociale in Città Alta approda invece Alahor in Granata, la cui partitura autografa è stata ritrovata a Palermo ed è ora presentata per la prima volta in tempi moderni così come Donizetti la concepì nel 1826. In scena sabato 14 novembre (replica il 22 e il 27), con l’Orchestra Gli Originali su strumenti d’epoca.
Un cast internazionale e la Bottega Donizetti
Oltre a Fridman, Romanovsky e Pisaroni, il cartellone riunisce Roberto de Candia, Dave Monaco, Mira Alkhovik, Laura Verrecchia e Paolo Bordogna, affiancati dai giovani talenti della Bottega Donizetti. Sul podio dei tre titoli si alternano Carminati, Chiara Cattani e Alberto Zanardi; le regie portano le firme di Thoma, Benedetto Sicca Papa e Silvia Paoli. In tutte le produzioni canta il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, diretto da Salvo Sgrò.
Donizetti OFF e accessibilità
Attorno ai tre titoli ruotano oltre trentacinque appuntamenti del Donizetti OFF: mostre, prove aperte, conversazioni, concerti, spettacoli per le famiglie. Novità del 2026 è un progetto strutturato dedicato all’accessibilità, pensato per allargare il pubblico del festival.
Nel programma anche il Gala Gianandrea Gavazzeni con la partecipazione speciale di Nicole Car, e il ciclo di concerti domenicali con Opera Rara dedicato all’integrale delle romanze donizettiane.
Informazioni e biglietti sul sito ufficiale della Fondazione Teatro Donizetti.
