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“Relazioni” in musica: il Requiem di Brahms inaugura Vicenza in Lirica nel segno del dialogo tra generazioni

Un’apertura monumentale, intrisa di spiritualità e proiettata verso il futuro. Il Festival “Vicenza in Lirica” si appresta a inaugurare la sua tredicesima edizione scegliendo una delle architetture sonore più imponenti e commoventi del repertorio romantico: l’**”Ein Deutsches Requiem” di Johannes Brahms**. L’appuntamento è per sabato 6 settembre, quando le note del capolavoro brahmsiano risuoneranno nello scrigno palladiano del Teatro Olimpico, trasformando la serata in un evento di caratura internazionale.

La scelta dell’opera non è casuale e si sposa perfettamente con il tema guida del festival di quest’anno: **”Relazioni”**. Il Requiem tedesco, infatti, non è una messa da morto liturgica, ma un profondo e laico messaggio di consolazione rivolto a chi resta. Brahms stesso, attingendo liberamente a testi della Bibbia luterana, costruì un dialogo intimo e universale con il dolore della perdita, offrendo speranza anziché timore del giudizio. Questa relazione empatica tra musica e ascoltatore sarà il cuore pulsante di una serata che si preannuncia memorabile.

A dare vita a questa complessa partitura sarà un ensemble che incarna un’altra delle “relazioni” fondamentali per il festival: quella tra maestri affermati e giovani talenti. Sul podio, a dirigere l’**Orchestra del Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza**, ci sarà la bacchetta esperta di **Marco Titotto**. Dopo il successo dello scorso anno con Mahler, la giovane compagine orchestrale torna da protagonista, a testimonianza di un legame virtuoso che offre ai musicisti in formazione un palcoscenico di primissimo piano. Il versante vocale è affidato a due interpreti di sicura eccellenza, il soprano **Claudia Pavone** e il baritono **Said Gobechiya**, la cui esperienza dialogherà con la freschezza dell’orchestra e la potenza del **Coro “Kairos Vox”**, preparato da Alberto Pelosin.

Questa filosofia, che intreccia formazione, produzione e alta qualità artistica, è la cifra stilistica del direttore artistico **Andrea Castello**, che ha sottolineato la sua soddisfazione nel vedere il festival crescere “insieme alle istituzioni, agli sponsor, ai giovani artisti e al nostro pubblico”. Un pubblico che, a quanto pare, risponde con entusiasmo a questa visione: Castello ha infatti confermato il grande successo di vendite, con diversi “sold out” già registrati per gli appuntamenti principali.

L’inaugurazione del 6 settembre non è dunque solo un concerto, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. In una sola serata, “Vicenza in Lirica” mette in relazione il genio di Brahms con l’architettura del Palladio, l’esperienza di solisti di fama con l’energia di un’orchestra di conservatorio, e l’intera proposta culturale con una città e un pubblico che la sostengono con calore. È l’inizio più eloquente per un festival che, fino al 21 settembre, promette di esplorare le infinite connessioni che solo la grande musica sa creare.

Martina Moretti

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