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Edipo, ovvero l’uomo allo specchio: a Bologna Gabriele Lavia firma un Oedipus Rex che indaga sul Male

Dopo un’assenza lunga cinquantasette anni, il palco del Teatro Comunale di Bologna si prepara ad accogliere nuovamente una delle opere più enigmatiche e potenti del Novecento: l’**Oedipus Rex** di Igor Stravinskij. A partire dal 7 ottobre, in una nuova produzione in prima assoluta, la tragica vicenda del re di Tebe tornerà a risuonare, ma con una prospettiva intensamente contemporanea grazie alla visione di un maestro del teatro italiano, **Gabriele Lavia**, che ne cura la regia e assume anche il ruolo del Narratore.

Al centro di questo atteso ritorno c’è una domanda tanto antica quanto attuale: qual è l’origine del Male? “Edipo racconta la storia di un uomo che cerca l’origine del male che contagia il mondo”, spiega Lavia, “e, alla fine della sua ricerca, scopre che l’origine del male è proprio l’uomo che sta cercando”. Questa folgorante consapevolezza è il motore di una messinscena che promette di essere un pugno nello stomaco. Lavia trasforma un limite strutturale del Comunale Nouveau – la ridotta altezza del boccascena – in un potente strumento drammaturgico: un cielo basso che incombe e schiaccia i personaggi, metafora di una “peste tebana” che oggi ha il volto della guerra, della sofferenza e dell’orrore a cui assistiamo inerti. La ricerca di Edipo diventa così la nostra, un’indagine spietata su una colpa collettiva per cui “non ci può essere perdono”.

A guidare l’imponente architettura sonora neoclassica di Stravinskij sarà la bacchetta sicura di **Oksana Lyniv**, già apprezzata Direttrice Musicale del teatro felsineo. Il suo ritorno sul podio bolognese per questo titolo è garanzia di una lettura musicale tesa e rigorosa, capace di esaltare la ieratica monumentalità di un’opera-oratorio che Stravinskij e Cocteau vollero in latino proprio per conferirle una dimensione rituale e universale. A fare da contrappunto, la scelta di Lavia di recitare il testo del Narratore in italiano, per guidare il pubblico con più efficacia nel cuore nero della tragedia.

Il cast vocale vedrà il tenore **Gianluca Terranova** affrontare l’impervio ruolo del protagonista, mentre il mezzosoprano **Atala Schöck** vestirà i panni della regina Giocasta. Accanto a loro, un gruppo di interpreti di spessore tra cui Anton Keremidtchiev (Creonte/Messaggero), Sorin Coliban (Tiresia) e Sven Hjörleifsson (Il pastore).

Ma la produzione bolognese offre un ulteriore, affascinante livello di lettura. Ogni recita sarà infatti introdotta dall’esecuzione dei **Tre preludi sinfonici “Per l’Edipo re” di Ildebrando Pizzetti**, un suggestivo prologo musicale che anticiperà le atmosfere della tragedia. Questa scelta crea un ponte ideale tra epoche e linguaggi artistici, arricchito dalla proiezione di immagini e clip tratte dall’indimenticabile **Edipo re cinematografico di Pier Paolo Pasolini**, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. Un dialogo a più voci – Sofocle, Pizzetti, Stravinskij, Pasolini, Lavia – che trasforma lo spettacolo in un evento culturale a tutto tondo.

Questo Oedipus Rex non si preannuncia quindi come una semplice riproposizione di un capolavoro, ma come un rito collettivo, un esame di coscienza in musica e teatro. Un invito a guardare nel gorgo del mito per scoprire, come Edipo, che lo specchio del Male riflette, impietosamente, il nostro stesso volto.

Martina Moretti

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