Un evento lungamente atteso sta per segnare la stagione lirica della capitale. Dal 9 al 16 ottobre 2025, il sipario del Teatro Costanzi si alzerà per la prima volta in Italia su *Adriana Mater*, capolavoro della compositrice finlandese Kaija Saariaho, scomparsa nel 2023. A guidare questa prima italiana sarà una figura leggendaria del teatro contemporaneo, il regista Peter Sellars, che porta all’Opera di Roma un nuovo allestimento di un’opera a cui è legato da un profondo sodalizio artistico e umano.
L’opera, che debuttò a Parigi nel 2006 proprio con la regia di Sellars, è un pugno nello stomaco e una carezza all’anima. Racconta una storia di sconvolgente attualità: in un paese lacerato dalla guerra, Adriana subisce la violenza di un soldato, Tsargo, e da quello stupro nasce una vita. La sua decisione di portare avanti la gravidanza, contro il parere della sorella Refka, apre un abisso di domande. Il figlio, Yonas, porta in sé il seme della violenza del padre o il germe della speranza della madre?
“Kaija voleva scrivere un’opera su una madre, perché in tutta la storia dell’opera non c’era mai stato un lavoro teatrale su una madre scritta da una donna”, ha dichiarato Peter Sellars, ricordando la genesi del lavoro e la sua profonda amicizia con la compositrice. Saariaho, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Musica 2021, ha tradotto questa intenzione in una partitura di straordinaria potenza evocativa, capace di sondare le pieghe più oscure del trauma e, al contempo, la forza inestinguibile del legame materno.
A rendere questo debutto romano un appuntamento imperdibile è anche un cast di caratura eccezionale. A interpretare la tormentata protagonista, Adriana, sarà il mezzosoprano Fleur Barron. Accanto a lei, Axelle Fanyo (Refka), Nicholas Phan (Yonas) e Christopher Purves (Tsargo). Non si tratta di interpreti qualunque: è lo stesso quartetto che, sotto la guida di Sellars, ha trionfato a San Francisco con questa stessa opera, aggiudicandosi il Grammy Award 2025 per la migliore registrazione operistica. Una garanzia di coesione e di profonda comprensione dei personaggi.
Sul podio, un altro fedelissimo di Saariaho: il direttore Ernest Martínez Izquierdo, che per trent’anni ha collaborato con la compositrice e che ora dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma (quest’ultimo preparato da Ciro Visco) attraverso le complesse architetture sonore di *Adriana Mater*.
Questo nuovo allestimento, realizzato in collaborazione con la San Francisco Symphony, si preannuncia dunque non solo come la presentazione di un titolo fondamentale del repertorio del XXI secolo al pubblico italiano, ma anche come un omaggio sentito a una delle voci più innovative e toccanti della musica contemporanea. Un’opera che, come una tragedia greca distillata in soli quattro personaggi, costringe a guardare in faccia i demoni della violenza e le infinite possibilità della resilienza umana. Per chi non potesse essere a Roma, la recita del 14 ottobre sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3.
