L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

Pelléas et Mélisande alla Scala: Romeo Castellucci debutta al Piermarini con Debussy

La Scala si prepara a un debutto che promette di diventare uno degli eventi più discussi della sua stagione: Romeo Castellucci, tra gli inventori più radicali della scena teatrale europea, sale per la prima volta sul palcoscenico del Piermarini con una nuova produzione di Pelléas et Mélisande di Claude Debussy. Il debutto è fissato per mercoledì 22 aprile alle ore 20, e la produzione resterà in cartellone fino al 9 maggio con repliche il 26 aprile (matinée), 30 aprile, 3, 6 e 9 maggio. Sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala ci sarà Maxime Pascal, direttore francese noto per il suo lavoro con l’ensemble Le Balcon e per un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea.

Il ritorno dell’unica opera di Debussy sul palco scaligero è di per sé una notizia: l’ultima produzione milanese di Pelléas risale a ventuno anni fa. A cantare i due protagonisti saranno il tenore svizzero Bernard Richter nel ruolo di Pelléas, già specialista del ruolo sui principali palcoscenici europei, e il soprano catalano Sara Blanch come Mélisande. Accanto a loro un cast di rara profondità: Simon Keenlyside, tra i baritoni più autorevoli della sua generazione, interpreta il tormentato Golaud; il basso canadese John Relyea dà voce al vecchio re Arkel; e il mezzosoprano Marie-Nicole Lemieux è Geneviève. La drammaturgia è firmata da Christian Longchamp con la collaborazione artistica di Giulia Giammona.

Castellucci e il linguaggio della suggestione

L’incontro tra Castellucci e Pelléas et Mélisande non è casuale. L’opera di Debussy, tratta dal dramma simbolista di Maurice Maeterlinck, costruisce la sua forza non sull’azione o sull’effetto teatrale, ma sulla suggestione, sul silenzio e sulla fragilità delle relazioni umane: foreste d’ombra, desideri inespressi, amori destinati alla tragedia. È un terreno che coincide con la poetica del regista cesenate, fondatore della Socìetas Raffaello Sanzio e autore di spettacoli che hanno ridefinito il rapporto tra corpo, immagine e presenza scenica sui palcoscenici di tutto il mondo — da Avignone a Documenta, dal Festival d’Automne al Lincoln Center. Castellucci firma non solo la regia, ma anche scene, costumi e luci: una scelta che ribadisce la sua visione unitaria della scena come unico organismo poetico.

Per chi non potrà assistere dal vivo, il Teatro alla Scala trasmetterà la recita del 30 aprile alle 19.45 in diretta streaming su LaScalaTv, con disponibilità on-demand fino al 7 maggio. Un’occasione per seguire un appuntamento che, oltre al valore musicale, segna un crocevia significativo tra la scena d’avanguardia italiana e la tradizione operistica internazionale.

Martina Moretti

Torna in alto