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Mattia Olivieri debutta alla Staatsoper Hamburg: un Figaro malinconico nel Barbiere di Rossini

«Il Figaro rossiniano è un personaggio brillante e scanzonato, motore instancabile delle vicende del dramma. Questa produzione del Barbiere di Siviglia va invece alla ricerca delle sfumature più malinconiche della comicità del compositore pesarese, e ciò rende il mio ritorno in questo ruolo ancora più interessante». Sono le parole con cui il baritono modenese Mattia Olivieri descrive il nuovo allestimento del capolavoro di Gioachino Rossini di cui è protagonista dal 17 maggio al 17 giugno alla Staatsoper Hamburg.

Una produzione che riscopre il lato malinconico di Rossini

La nuova produzione del Barbiere amburghese — firmata dalla regista Tatjana Gürbaca e che sul podio vede alternarsi Omer Meir Wellber e Tohar Gil — segna il debutto di Olivieri sul palcoscenico tedesco. Un’occasione che il baritono affronta nel ruolo che più di ogni altro è oggi associato alla sua carriera: Figaro. Negli ultimi anni il cantante modenese si è distinto come interprete di questo personaggio sui principali palcoscenici internazionali, dal Teatro alla Scala a Vienna, da Berlino a Parigi, fino a Palermo. Amburgo si aggiunge ora a questo prestigioso elenco.

Dal pop al canto lirico

Il legame di Olivieri con il Barbiere è particolarmente profondo: è infatti assistendo da giovane a una rappresentazione di questo titolo che il futuro baritono si è avvicinato per la prima volta al repertorio operistico. La folgorazione arriva dopo un primo percorso legato alla musica pop, intrapreso durante gli anni del conservatorio. Da lì la decisione di dedicarsi al canto lirico, perfezionato negli studi a Bologna, all’Accademia Rossiniana di Pesaro e a Valencia.

In pochi anni la carriera di Olivieri si è sviluppata sui maggiori palcoscenici internazionali, fino al debutto nel 2023 al Metropolitan Opera di New York. Recentemente si è distinto come Enrico nella Lucia di Lammermoor al San Carlo di Napoli e a Vienna; tra gli impegni più recenti figurano anche Don Giovanni, sempre nella capitale austriaca, ed Eugene Onegin (nel ruolo del titolo) al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, ruolo nel quale debutterà anche alla Santa Fe Opera la prossima estate.

La Staatsoper Hamburg e il segno di Tatjana Gürbaca

La produzione amburghese rilegge il Barbiere in chiave più riflessiva, scavando nelle pieghe malinconiche di una scrittura comica che, nelle mani di Rossini, sa farsi al tempo stesso vertiginosa e crepuscolare. Tatjana Gürbaca, una delle voci più riconoscibili della regia operistica tedesca, costruisce un allestimento che restituisce al pubblico una commedia attraversata da un’inquietudine sottile. Sul podio si alternano due bacchette di diversa generazione: il direttore israeliano Omer Meir Wellber e il giovane Tohar Gil, entrambi chiamati a sostenere un cast internazionale impegnato in un ciclo di repliche che si estende per oltre un mese, fino al 17 giugno.

Martina Moretti

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