Un cartellone che intreccia grande repertorio, rarità e nuova creazione. Il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena ha presentato la stagione lirica 2026/27: undici titoli operistici che spaziano dal classico al contemporaneo, con due capolavori verdiani, riscoperte del secondo Ottocento e ben quattro opere nuove, tre delle quali in prima assoluta.
Due Verdi per il 125° anniversario
Il baricentro della stagione è il 125° anniversario della morte di Giuseppe Verdi, celebrato con due nuove produzioni. Si comincia il 30 ottobre (replica il 1° novembre) con Macbeth, nell’allestimento di Fabio Ceresa diretto da Giuseppe Finzi alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini: nel cast Alexey Zelenkov nel ruolo del titolo e Marily Santoro come Lady Macbeth, allieva di Raina Kabaivanska. Il secondo appuntamento verdiano arriva il 12 e 14 marzo con Simon Boccanegra, tra i capolavori più complessi del compositore, affidato alla bacchetta di Massimo Zanetti — già applaudito a Modena nel Nabucco della scorsa stagione — e a un cast che riunisce Simone Piazzola, due volte Premio Abbiati, e Maria Agresta nella parte di Amelia.
Rarità: torna Wagner, riemerge «Siberia»
Sul fronte dei titoli meno frequentati, il 20 e 22 novembre torna a Modena, dopo oltre trent’anni di assenza, L’Olandese volante (Der fliegende Holländer) di Richard Wagner, il gioiello che aprì la strada alla sua nuova concezione operistica: sul podio Martijn Dendievel, in scena Claudio Sgura e Olga Maslova. L’8 e 10 gennaio è invece la volta di Siberia di Umberto Giordano, capolavoro raro del verismo caduto per decenni nell’oblio e riscoperto solo negli ultimi anni: al Comunale di Modena mancava dal 1943. La dirige Sesto Quatrini, protagonista Iwona Sobotka nel ruolo di Stephana.
Quattro nuove opere, tre in prima assoluta
La stagione punta con decisione sulla creazione contemporanea. Il 28 e 29 novembre debutta L’esecuzione – sotto lo sguardo di Tosca del giovane compositore siciliano Salvatore Passantino, su libretto di Marco Malvaldi: una fantasiosa rilettura “gialla” del capolavoro pucciniano, in cui la fucilazione di Cavaradossi si trasforma in un’indagine che coinvolge artisti e pubblico. Il 17 e 19 gennaio è in cartellone Vanishings, prima assoluta che mette in dialogo Il diario di uno scomparso di Leoš Janáček e un ciclo di canzoni di Thomas Adès, in coproduzione internazionale con Massy e Linz. A chiudere la stagione, il 7 e 9 maggio, sarà Veleno di Gaia Aloisi, opera da camera ispirata alla figura seicentesca dell’avvelenatrice Giulia Tofana. Si aggiunge la ripresa, in nuova versione, de I salvatori della mezzanotte di Daniele Furlati (13 e 14 dicembre), dedicata al presepe di San Francesco negli 800 anni dalla morte del Santo.
Belcanto, pop e talenti in crescita
Non manca il belcanto: il 19, 20 e 21 febbraio 2027 arriva finalmente in scena La Cenerentola di Rossini, nell’allestimento che il teatro aveva realizzato nel 2020 e potuto trasmettere solo in streaming a causa della pandemia, con Giuseppina Bridelli al debutto nel ruolo di Angelina. Il 9 e 11 aprile, invece, Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti — spassosa satira sul dietro le quinte dell’opera — presenterà i giovani talenti usciti dal Corso di alto perfezionamento del teatro, con la regia del baritono Alfonso Antoniozzi. Fuori abbonamento, il 30 gennaio, spazio anche all’opera pop L’anno che verrà, costruita sulle canzoni di Lucio Dalla con Pierdavide Carone. Come sempre, le prime saranno precedute dalle guide all’ascolto della serie «Invito all’Opera». Prelazioni per gli abbonamenti dal 25 agosto, biglietti singoli dal 3 ottobre.
