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«Valle d’Itria», a metà del viaggio nel Mediterraneo: platee gremite, sold out e prossime repliche a Palazzo Ducale

Il 52° Festival della Valle d’Itria è arrivato al giro di boa. A Martina Franca la macchina della manifestazione dedicata al Mediterraneo — sotto la direzione artistica di Silvia Colasanti — registra platee gremite, applausi e vendite in crescita, con diversi appuntamenti in cartellone già sold out. Un segnale che l’edizione 2026, tutta costruita attorno all’idea del Mediterraneo come crocevia di miti, culture e tradizioni, sta trovando il proprio pubblico ben oltre i confini pugliesi.

L’inaugurazione: Stravinskij e Casella in dialogo

Ad aprire il Festival è stato il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella: due capolavori novecenteschi accostati in una lettura scenica e musicale che ha messo al centro il Mediterraneo come luogo d’incontro fra maschera napoletana e mito orfico. La produzione inaugurale — accolta con favore da pubblico e critica specializzata — ha raccolto recensioni approfondite su testate specializzate come Opera Mundus e Cirano Post, che ha valorizzato il progetto come «crocevia di miti».

Le prossime repliche del dittico sono in programma a Palazzo Ducale il 26 e 29 luglio e il 1° agosto.

I prossimi debutti: una rarità barocca e la Carmen del 1874

L’attesa cresce ora per gli altri due titoli operistici della 52ª edizione, entrambi inseriti tra i Grandi Eventi di Regione Puglia promossi da Pugliapromozione.

Il primo è Il schiavo di sua moglie, rarità barocca di Francesco Provenzale che debutta in una nuova produzione: si tratta della prima rappresentazione in tempi moderni, uno dei recuperi musicologici più significativi dell’anno, e già due repliche su tre sono sold out.

Il secondo è la Carmen di Georges Bizet nella versione originale del 1874: non la partitura entrata poi nel repertorio, ma quella con cui l’opera vide la luce all’Opéra-Comique. Un allestimento che permette di riscoprire il capolavoro nella sua veste primigenia e che sta richiamando pubblico da tutta Italia — le prime due recite hanno già registrato il tutto esaurito.

Un festival che fa parlare di sé

L’eco della 52ª edizione ha attraversato media nazionali e regionali: dalla Gazzetta del Mezzogiorno alla Rai, da Telenorba al Manifesto, fino al servizio di TgR Puglia dedicato alla visione artistica di Silvia Colasanti. Grande attenzione ha ricevuto anche il flash mob lirico all’Aeroporto di Bari, che ha portato assaggi del cartellone fuori dai teatri e ha «sorpreso» viaggiatori in transito. E su MusicPaper è uscita in questi giorni un’intervista al M° Fabio Luisi, dedicata al ruolo del direttore d’orchestra e al rapporto con la partitura.

Come non perdersi il resto del Festival

Per informazioni e biglietti — repliche del dittico Stravinskij-Casella, Il schiavo di sua moglie, Carmen 1874, concerti — il canale ufficiale resta il sito festivaldellavalleditria.it. Chi vuole avere il quadro d’insieme dell’edizione può leggere anche la nostra guida al Festival della Valle d’Itria 2026 con programma, prezzi e come arrivare.

Martina Moretti

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